Un altro alloro, tra i più prestigiosi, va ad arricchire la “bacheca dei trofei” conquistati dalla Cantina Peppucci di Todi. Lunedì scorso, a Siena, durante la presentazione della “Guida Oro I Vini di Veronelli 2016”, è stato assegnato alla cantina tuderte un premio di assoluto rilievo.
Tra i 15.000 vini degustati sono stati selezionati appena 10 vini ai quali assegnare il massimo riconoscimento “Sole” e tra questi figura anche “l’Altro Io” Rosso IGT Umbria annata 2011.
Edita dal Seminario Permanente Luigi Veronelli, la «Guida Oro I Vini di Veronelli 2016», è una pietra miliare della cultura eno-gastronomica. La nuova edizione, che sarà disponibile a partire da giovedì 22 ottobre, viene ritenuta un vademecum irrinunciabile per i professionisti e gli appassionati che desiderino conoscere in profondità le eccellenze enologiche del Bel Paese.
Nel corso della presentazione-premiazione, alla quale hanno preso parte anche esponenti della famiglia Peppucci, sono state illustrate le novità dell’edizione 2016 alla presenza di giornalisti, produttori, operatori e appassionati, compresi appunto i nomi dei dieci «Sole 2016», vini che la redazione ha inteso portare all’attenzione dei lettori per originalità e valore.
«Per l’edizione numero XXVIII, con l’obiettivo di rendere ancora più preziosi e significativi i riconoscimenti – ha dichiarato il direttore del Seminario Veronelli, Andrea Bonini – abbiamo innalzato il punteggio minimo richiesto per l’assegnazione delle Super Tre Stelle e abbiamo dimezzato il numero dei Sole (da 20 a soli 10 su quasi 15000 vini degustati), «premi speciali» della nostra Guida”.
I 10 Sole 2016, è stato sottolineato nel corso dell’evento, sono stati assegnati “a vini straordinari, testimonianze esemplari dell’intelligenza, della creatività e della dedizione che i vignaioli italiani pongono quotidianamente nel proprio lavoro».
Parlando de “L’altro Io” e dell’azienda viti-vinicola Peppucci (13 ettari posti intorno all’antico Monastero di Sant’Antimo), gli anfitrioni del seminario, hanno esaltato la bellezza del territorio tuderte all’interno del quale questi vini nascono.
Non è mancato un accenno polemico, riportato anche nella guida, al “fulgido esempio di tonteria italiana” che viene ai prodottori di vini di Todi, comune confinante con Montefalco, di impiegare la parola Sagrantino per i loro vini, sia sull’etichetta che sulla retro etichetta, come è anche nel caso del superbo vino premiato.











