Il capogruppo Consiliare di Aria Nuova per Todi, Claudio Serafini, esprime il suo disappunto per la spaccatura in seno al movimento e dice: "Aria Nuova per Todi per il PD, no grazie"
claudio serafini

Dopo l’annuncio delle dimissioni del Presidente di Aria Nuova per Todi, Baldassarri, e il comunicato stampa con il quale si sanciva la spaccatura interna al Movimento, arriva puntuale la presa di posizione di colui che rappresenta l’anima di Aria Nuova per Todi, Claudio Serafini.
“Il comunicato del Partito Democraticodice Serafini – e la soddisfazione, mi si dice, di qualche autorevole socialista, dimostrano come l’operazione che in questi mesi ha condotto Renzo Antonini, altro non è che l’esito di un percorso iniziato purtroppo da molto tempo. Verbali alla mano, infatti, fa sorridere come Antonini,  che, dalla fondazione del movimento, avrà partecipato tre volte al massimo in tre anni  ai vari incontri del comitato, con una presenza ed un contributo alle iniziative promosse, pari allo zero, si faccia portatore oggi di valori che non ha dimostrato mai di difendere. La scusa del ricambio generazionale, che tradotto dal vecchio politichese, significa le mie dimissioni da consigliere comunale, sono state la scusa per disgregare un gruppo umano e per creare contrasti finanche interpersonali. Il tutto per spaccare Aria Nuova per Todi,  una manovra, come è evidente, della sinistra tuderte.
Una sensazione che ho avuto già dalla campagna elettorale regionale in cui mi si riferiva che parte dei dirigenti del comitato si stessero disimpegnando o sostenessero addirittura candidature di altri partiti. Atteggiamento questo che rinnega anni di opposizione all’attuale amministrazione, portata avanti da me dentro le istituzioni locali, con la piena condivisione del comitato ed un progetto di due anni, a fianco di Claudio Ricci, per costruire un’alternativa al governo umbro. Oggi capisco anche le pressioni, dal tenore incomprensibile, fatte al sottoscritto per dimettermi dal consiglio comunale e mascherate dalla litania del rinnovamento. Dimissioni, tra l’altro, che avevo garantito al direttivo (e nessuno potrà smentire), avrei dato nel giro di qualche giorno. Evidentemente, con la crisi di maggioranza in atto per le frizioni con il gruppo socialista, si cercava un consigliere che potesse “dare una mano” al PD e al Sindaco Rossini. L’amarezza e la delusione per la vicenda, tuttavia, non prevarranno sulla determinazione mia e di tanti altri elettori che con coerenza proseguiranno il cammino intrapreso.
Spiace assistere a come l’ambizione personale e gli interessi di parte prevalgano sui valori e progetti e sono certo che gradualmente tutti coloro che hanno creduto in buona fede alle parole di Renzo Antonini si rendano conto di quale sia il suo reale obiettivo. Per parte mia continuerò nei due anni che rimangono ad essere alternativo ad un’amministrazione inadeguata ed incapace, aperto al dialogo con tutte le forze di opposizione, per ridare a Todi un governo degno di questo nome”.

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