Non passa mese che il Sindaco non annunci l’avvio di nuovi lavori pubblici, e questo non può non fare piacere, visto che Todi ha bisogno di tanti interventi straordinari per recuperare quanto ha perso a causa di anni di mancate manutenzioni, scarsa progettualità, mancanza di iniziativa.
Poi il Sindaco fa grancassa, e parla e riparla dello stesso intervento, per dare l’impressione di grande attivismo: all’atto della progettazione, poi dell’affidamento dei lavori, poi dei lavori in corso, poi dei lavori conclusi, poi del trigesimo dalla conclusione, e via magnificando.
Però ci sono anche dei lavori sui quali il Sindaco, chissà perché, preferisce sorvolare e quindi li fa senza grandi annunci. Sarà per vergogna?
Prendiamo le aiuole di Circonvallazione Orvietana. Non molto tempo fa quelle aiuole sono state coperte da teli di plastica neri, sui quali è stata depositata una notevole quantità di breccia.
L’intenzione (lodevole) era di eliminare le manutenzioni, dato che il telo dovrebbe impedire la crescita di erbacce.
La realizzazione però è stata del tutto inadeguata, e anziché migliorare la situazione, l’ha perfino peggiorata, dando alle innumerevoli persone che transitano su questa importante via di accesso alla Città un’immagine di approssimazione, pochezza, cialtroneria.
Il fatto è che prima di mettere teli e breccia, non è stata asportata terra in quantità sufficiente, quindi le aiuole ora sono molto più alte del marciapiede e in assenza di un cordolo la breccia vaga dappertutto.
I teli non sembra siano stati messi a regola d’arte, tanto che dopo poco tempo riaffiorano in più punti, neri e laceri, con un tristissimo effetto bidonville., e oltretutto l’erba cresce lo stesso.
Infine la breccia, bianchissima, non solo è del tutto innaturale rispetto ai colori caldi delle mura urbiche, ma fa risaltare meglio di un evidenziatore le deiezioni dei cani (che prima almeno si confondevano nell’erba).
Chi ha fatto questi lavori? Il Comune in economia diretta? In questo caso dovremmo preoccuparci, perché non si trattava di costruire il ponte sullo stretto di Messina, ma di una banalissima aiuola che ciascuno, nel giardino di casa propria, avrebbe fatto meglio.
Sono stati dati in appalto a qualche ditta? In questo caso chi li ha collaudati? E che aspettiamo a contestare i lavori e a farli rifare come si deve?
In alternativa, suggeriamo un nome nuovo per questa particolare categoria di lavori: visto che la parte del corpo utilizzata per progettarli e realizzarli non è certo il cervello, ma una meno nobile, l’idea è di chiamarli Lavori PUBICI.

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