Il nuovo modello Isee e un’amministrazione poco sensibile, rischiano di creare un paradosso di cui sarebbero vittime decine di famiglie che hanno nel proprio nucleo persone diversamente abili.
Nel mese di Marzo, il Comune di Todi, ha inviato alle famiglie tuderti, che usufruiscono di prestazioni erogate dai Servizi Sociali, una lettera con la quale si chiedeva, a seguito dell’entrata in vigore della normativa dal primo Gennaio 2015, la presentazione, entro il 30 Aprile, del nuovo modello Isee.
Nuovo Isee, è bene ricordarlo a margine, che numerose associazioni nazionali, non hanno esitato a definire iniquo e penalizzante per le persone in condizione di disabilità e contro il quale si sono iniziate numerose battaglie legali.
Nella comunicazione del Comune di Todi è precisato che, le persone che usufruiscono di tali servizi (aiuto alle famiglie con particolari difficoltà, ore di sostegno per bambini con disabilità durante la frequenza scolastica), sulla base del calcolo del nuovo Isee, potrebbero dover “compartecipare al costo del servizio” con modalità retroattiva, quindi a partire dal primo di gennaio 2015.
Con successiva missiva, del mese di giugno, su direttiva della Giunta Comunale, ­il termine è stato poi prorogato sino all’approvazione del nuovo regolamento in materia di Servizi sociali della Zona sociale n.4 e comunque non oltre il 31 Luglio.
Inutile spiegare come molti cittadini, già gravati da complesse situazioni familiari, si siano trovati spiazzati da tale indicazione, che li pone di fronte alla possibilità di dover pagare servizi che si ritenevano gratuiti e di cui si è già usufruito per quasi un anno.
E’ pertanto forte la rabbia dei cittadini, ed in particolare dei genitori di bambini con differenti forme di disabilità, che, sulla base delle nuove normative, potrebbero vedersi negare il diritto al sostegno nel percorso scolastico dei loro figli, penalizzati nel sacrosanto diritto alla studio, o dover rinunciare ad altri essenziali servizi sociali.
Rispetto a ciò, a differenza di quello di Todi, altri comuni, hanno affrontato la questione con diversa sensibilità e maggior senso di responsabilità.
La Giunta Comunale di Perugia, ad esempio, si è fatta carico di mantenere, al fine di non generare discontinuità dei servizi e disparità di trattamento, le modalità, i requisiti e le soglie di accesso già in vigore per i vari sevizi di natura sociale e socio-sanitaria fino al 31 Dicembre 2015, avviando un percorso di ascolto e confronto da parte dell’assessorato preposto con le varie soggettività sociali rappresentative delle categorie svantaggiate.
In questo quadro, nel Comune di Perugia,­ la raccolta dei nuovi modelli Isee non è stata interpretata come un atto vessatorio nei confronti dei cittadini, ma andrà a costituire un campione per valutare l’impatto dell’applicazione del nuovo sistema in termini di accesso alle diverse prestazioni.
Un’amministrazione dovrebbe dare risposte e trovare soluzioni alle problematiche, con particolare richiamo a quelle che riguardano le categorie più deboli, e non scaricare responsabilità e decisioni sulle spalle dei cittadini, in particolare su quelle che si trovano maggiormente in difficoltà.
Invito pertanto l’amministrazione ad affrontare quanto prima la questione, togliendo dal forte disagio le famiglie che, oltre alle quotidiane difficoltà, si trovano di fronte a questo ulteriore ostacolo.

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