Nell’attesa di una coppia di amici – ai quali abbiamo suggerito di arrivare a Todi da Orvieto percorrendo la statale 448 che fiancheggia Carbara e il Tevere, per poi sfilare davanti a Pontecuti – ci siamo fermati sullo slargo di fronte al ponte, dove sbuca la scorciatoia per la Canonica.
E’ il pomeriggio maturo di un normale giorno di lavoro.
Nella mezzora e più di attesa, tutte le automobili, ripeto TUTTE, sono sfrecciate nelle due direzioni, incuranti del limite dei 50 che caratterizza quel tratto di strada, sul quale si trovano l’ingresso per Todi, lo svincolo per Prodo-Quadro-Doglio e l’accesso all’abitato di Pontecuti nuova.
Nessun automobilista ha dato segno di rendersi conto che su quel chilometro di statale – sul quale compaiono anche i cartelli della polizia municipale che annunciano il controllo della velocità – occorre rispettare le regole. Saranno regole pessime a giudizio di chi percorre quella strada più volte al giorno, ma se ci sono vanno onorate. E le contravvenzioni devono essere al pepe. Violi le leggi che impongono prudenza? Paghi.
Anche furgoni, camion e autotreni sono sfrecciati nell’indifferenza dei conducenti.
Un paio di automobilisti, che verosimilmente si ritengono autorizzati ad ogni tipo di stoltezza, si sono lanciati in sorpasso proprio all’altezza del ponte. Bravi! Evviva !
Mentre commentavamo lo svolgimento di questo spettacolo, ecco arrivare l’automobile dei nostri amici. Ci è sembrato naturale raccontare quello che avevamo visto nella loro attesa. Come compenso ecco il loro racconto.
Macchina con targa francese e velocità rispettosa dei segnali su una strada mai prima percorsa, hanno dovuto subire la prepotenza degli automobilisti locali, molti dei quali – immagino – erano gli stessi che sono sfrecciati davanti a noi.
Sorpassi nelle gallerie, sorpassi nell’avvicinarsi delle curve, sorpassi mentre sopravviene contromano un altro che sta sorpassando, colpi di clacson contro i poveretti che avrebbero desiderato viaggiare in pace sulla bella panoramica, dove peraltro non ci sono spazi per la sosta.
In questa descrizione del ribellismo cialtrone di un certo tipo di conducente figurano naturalmente gli autotreni. La vettura dei nostri amici è stata perseguitata da tre giganti a otto o dodici ruote. A un metro e mezzo dal paraurti posteriore con i fari a segnalare che dovevano togliersi di mezzo, poi il sorpasso accompagnato dall’urlo delle trombe.
Prepotenza e cialtroneria viaggiano sulla statale 448.
E nell’attraversamento di Pontecuti si replica.








