Le speranze di ripresa economica hanno spinto gli "scoraggiati" ad iscriversi nuovamente nelle liste delle persone che cercano lavoro
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Al momento sono solo segnali di fumo, come quelli che nei film western annunciavano la presenza di indiani, e speranze ma tutto ciò potrebbe preannunciare una primavera per l’economia umbra.
Una speranza in cui sembrano credere i tanti disoccupati, giovani che si sono invecchiati nell’attesa di un lavoro, che sono tornati ad iscriversi nelle liste dei cercatori di lavoro, dopo anni in cui sono stati protetti, ma a breve termine, sostanzialmente solo da una rete familiare che non ci sarà in eterno.

Come dice la Presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini”siamo sulla buona strada” ma chi cerca lavoro è ancora in attesa di un passaggio.

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Secondo la Banca d’Italia, che conferma le conclusioni di altre e precedenti analisi congiunturali “Dopo tre anni di flessione, nella prima parte del 2015 l’attività economica dell’Umbria ha mostrato segnali di recupero”: moderata ripresa della domanda interna, espansione delle esportazioni, aumenti dei fatturati da parte della maggioranza delle imprese, edilizia che sembra puntare sulle ristrutturazioni, aumento dei flussi turistici soprattutto dall’estero, credito concesso da banche e società finanziarie a residenti umbri che ha ripreso ad aumentare come i depositi bancari di famiglie e aziende umbre.

La crescita dell’occupazione rilevata dalla metà dello scorso anno si è intensificata, in presenza di un incremento significativo delle assunzioni a tempo indeterminato, ma l’aumento del numero di persone in cerca di lavoro ha però determinato una sostanziale stazionarietà del tasso di disoccupazione e l’utilizzo degli impianti ha ancora ampi margini da utilizzare

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