A Todi, con le tensioni politiche interne alla maggioranza a fare da detonatore, la marcia di avvicinamento alle elezioni del 2017 sembra iniziata con largo anticipo, con maggiore attenzione sulla vita interna a tutti i possibili attori in campo e, in particolare, per la novità che potrebbero rappresentare i 5 Stelle.
A Todi il Movimento di Beppe Grillo è solo “poco più che un simbolo” oppure è qualcosa di più? Lo abbiamo chiesto a Valerio Chiaraluce, esponente del Meetup di Todi del Movimento 5 Stelle.
Come valutate la situazione politica cittadina, con particolare riferimento alle tensioni interne al centrosinistra?
“Perché i Socialisti sono a sinistra? Ma guarda te! Non si finisce mai di imparare… proprio non l’avrei detto! Scherzi a parte, credo che questi giochi di potere non abbiano alcuna ripercussione sulla vita delle persone. Quel partito non si sta sfasciando per uno scontro ideologico: non esistono due correnti che la pensano in maniera differente su qualche cosa. Esistono solo due persone che si litigano il potere e le poltrone, risorse di cui dispongono sempre in minor misura e quindi non ce n’è più per tutti. Al cittadino non cambia assolutamente nulla se l’avrà vinta Buconi oppure Pipistrelli a meno che quel cittadino non sia legato ad uno dei due da un rapporto di clientela di qualche tipo. Ma certamente non sarà così!
D’altra parte una vicenda simile sta avvenendo anche all’interno di uno schieramento della fazione opposta. Non posso parlare di destra perché onestamente non sono mai riuscito a capire dove si collochi politicamente Aria Nuova. La rottura tra Claudio Serafini e questo signore Renzo Antonini, che ha attirato dalla sua parte anche l’ex pupillo Baldassarri, non è originata da opinioni diverse sul programma o sulle priorità da seguire, si tratta di una mera questione di preminenza.
In entrambi i casi di buono c’è che le guerre intestine hanno fatto aprire gli occhi a molti loro elettori che dubito li voteranno di nuovo”.
Che ruolo vogliono giocare i 5 Stelle alle prossime elezioni a Todi?
“Sicuramente giocheremo un ruolo attivo e di primo piano. Trovo oltremodo birichino sostenere, come qualcuno ha fatto di recente, che il Movimento nella nostra città sia “poco più che un simbolo”. All’autore di questa affermazione vorrei far notare che ancora non abbiamo una rappresentanza politica nel Consiglio Comunale e quindi che non possiamo agire in maniera diretta sul governo della comunità. Noi siamo qua, osserviamo con attenzione quello che succede, facciamo riunioni, scriviamo lettere e comunicati stampa e soprattutto parliamo con la gente. Persone che vengono a raccontarci le loro storie, i loro problemi, le loro idee, o semplicemente ci comunicano la loro approvazione in maniera sempre crescente. Per noi la politica si fa così: non lasciando indietro nessuno”.
Che giudizio esprimete sul Sindaco Rossini e la sua Amministrazione?
“Ahi! Ahi! Domanda spinosa! Si potrebbe scendere nello specifico su tante vicende ma forse non è il caso. Almeno non ora. Non vorrei sembrare quello che è capace soltanto a lamentarsi, anche perché qualche cosina di buono Rossini lo ha fatto. Nel complesso però il giudizio non è certo positivo. Trovo che la mancanza più grande di questa amministrazione sia stata l’assenza di apertura. Sono state fatte delle scelte discutibili senza spiegarne le motivazioni ai cittadini. Ci sono persone piene di voglia di fare ma non le si è coinvolte o le si è ascoltate troppo poco. Rossini è salito a palazzo proclamandosi sindaco di tutti e non solo dei suoi elettori, ma sinora proprio non è riuscito nell’intento”.
Puoi essere più specifico almeno su una di queste vicende su cui ti dichiari critico.
“Non saprei da dove cominciare. A me sta a cuore soprattutto la cultura e quindi le lacune più grosse le vedo in quel settore. Sono stati spesi un sacco di soldi per iniziative che una volta terminate lasciano il tempo che trovano mentre altre, proposte dal basso, non hanno trovato un degno sostegno. Manifestazioni come Todi Festival e Todi Appy Days avranno pure risalto sui giornali ma dubito che molte persone vengano in città specificatamente per assistere a questi eventi. Ma te la immagini la famigliola seduta in poltrona, babbo, mamma e figli, mentre decide cosa fare nel fine settimana che sceglie di venire a Todi per assistere allo spettacolo sulla vita di Marina Berlusconi? Io proprio no! Piuttosto me li immagino interessati al gran premio mongolfieristico, quello che ormai fanno a Montefalco! Poi ci sono le ombre che abbiamo denunciato relativamente al bando di affidamento del Festival. Una gara che solo il signor Spada avrebbe potuto vincere poiché il marchio “Todi Festival” è registrato a suo nome. Per quanto riguarda Todi Appy Days la questione lascia perplessi prima di tutto perché la seconda edizione, che avrebbe dovuto essere la consacrazione e il consolidamento di un’idea innovativa, si è rivelata molto più moscia e meno seguita della prima edizione. E Poi perché sono stati elargiti soldi pubblici ad imprese private che sono venute a promuovere i loro prodotti. Cioè, li abbiamo pagati per ascoltare la loro pubblicità, mentre dovrebbe avvenire l’esatto contrario!
Todi è una città ricca di storia e d’arte ed è sulla valorizzazione di questa immagine che bisogna puntare, non sui caroselli. Si deve incentivare la ricerca storica, pubblicare libri di qualità, restaurare monumenti e renderli fruibili, migliorare il sistema museale, provvedere in maniera efficiente al decoro urbano e poi naturalmente promuovere, promuovere e promuovere! In Italia e all’estero!”.
I 5 Stelle fanno una distinzione di giudizio sull’operato dei componenti la Giunta?
“Una distinzione sicuramente c’è anche se dall’esterno e per il poco che viene comunicato non sempre è facile differenziare. Senza scendere nel particolare, diciamo che probabilmente alcuni assessori non sono stati messi nelle condizioni di lavorare al meglio. E a maggior ragione trovo valida questa osservazione per alcuni consiglieri che in questi anni si sono impegnati seriamente e coscientemente. All’interno di un rinnovamento generale delle cariche del PD sarebbe auspicabile che queste persone, estranee ai giochi di potere, ricoprissero ruoli più importanti. Ciò aiuterebbe molto nella prospettiva di un futuro possibile dialogo con il Movimento, ma purtroppo mi sembra che questa strada non sia stata nemmeno presa in considerazione. Evidentemente la presenza di persone giovani ed intelligenti dà fastidio alle vecchie cariatidi che gestiscono realmente il potere“.
Come è cresciuto in questi anni il Movimento a Todi? Quali azioni pensate di mettere in campo nei prossimi mesi per radicarvi ulteriormente nel territorio?
“Il Movimento a Todi è nato in maniera timida e spontanea come ovunque in Italia. Non è arrivato il buon Beppe con un pulmino a prenderci uno per uno e farci il lavaggio del cervello come qualcuno sostiene. In tanti abbiamo trovato valide le idee lette su internet ed abbiamo maturato una simpatia per il Movimento che però all’inizio non veniva esternata pubblicamente. Ad un certo punto è girato un messaggio su Facebook dove si chiedeva chi fosse interessato a fondare un gruppo a Todi ed ho risposto. Il primo incontro lo abbiamo organizzato in due in una nota pizzeria e hanno aderito circa 20 persone, la seconda riunione l’abbiamo fatta a casa mia e poi non ci si è più fermati. Le azioni di sensibilizzazione relativamente a questioni locali e le competizioni elettorali per le politiche e per le regionali ci hanno temprato rendendoci più forti e numerosi. Infine abbiamo ufficializzato la nostra presenza e da semplici simpatizzanti siamo diventati un Meetup in piena regola. Oggi abbiamo rapporti diretti sia con i parlamentari umbri che con personaggi di spicco del Movimento a livello nazionale. Circa ogni mese partecipiamo a riunioni affollatissime a livello regionale nelle quali i deputati 5 Stelle vengono (spesso in treno, senza auto blu né scorta) a rendere conto del loro operato e ad informarci di persona su cosa succede nelle Camere e nelle Commissioni Parlamentari.
Per quanto riguarda il nostro futuro ci rimboccheremo sempre più le maniche per dimostrare di essere l’unica valida alternativa al disastro politico che ci circonda. Ma questo lo possiamo fare solo assieme alle persone che in questa città ci vivono. Proprio per incontrarle e chiedere loro cosa pensano che il M5S possa fare di buono per Todi saremo presenti con un piccolo stand sotto i portici comunali durante la fiera di San Martino, il prossimo 11 novembre. Con noi ci sarà anche il consigliere della Regione Umbria Andrea Liberati, che ha avuto un ruolo fondamentale nella scoperta dello scandalo della GESENU”.
Alle prossime elezioni correrete in perfetta solitudine o potreste non escludere alleanze con possibili liste civiche che potrebbero nascere?
“Una delle poche regole che abbiamo è di non fare alleanze con nessuno. Saremo apertissimi a fare accordi su singoli provvedimenti qualora siano compatibili col nostro programma, ma questo dopo le elezioni, in Consiglio Comunale.
Più che alleanze noi cerchiamo nuove adesioni: persone della società civile che abbiano voglia di cambiare veramente le cose e che siano disposte a mettersi in gioco assieme a noi. Non accettiamo però gli scartati della vecchia politica locale che cercano di riciclarsi sotto un nuovo simbolo. Senza fare nomi, ci tengo a precisare che molti di quelli che ci insultano sulla stampa sono venuti a chiederci asilo ma se ne sono andati con la coda tra le gambe appena gli è stato ricordato che non erano candidabili nelle nostre liste perché avevano già ricoperto due o più mandati”.
Quale sarà il cuore della vostra proposta per Todi e con quali persone intendete interpretarla?
“La nostra proposta non è altro che la trasposizione nel contesto locale di quanto sostenuto a livello nazionale. Sulla cultura e la promozione turistica della città mi sono già espresso. Gli altri settori che vanno incentivati sono sicuramente l’agricoltura e la piccola e media impresa artigiana. Il nostro non è un territorio a vocazione industriale e personalmente spero che non lo diventerà mai. Siamo da sempre attenti al rispetto dell’ambiente e porremo la nostra attenzione sulle molte criticità che sotto questo aspetto ci affliggono. Si è parlato troppo poco della dispersione nel Tevere di sostanze tossiche avvenuta in passato da parte dell’impresa AISA Acciai che oggi è chiusa, e proprio per questo merita la massima attenzione perché le sostanze tossiche stoccate nei capannoni hanno bisogno di costante monitoraggio. Oppure dei disagi causati dai fumi della fornace ex Toppetti denunciati da molti cittadini. Su queste ed altre faccende vogliamo vederci chiaro. Non consentiremo neppure nuove speculazioni edilizie in un territorio già troppo insultato dal cemento, ma incentiveremo il recupero dell’edificato già esistente che spesso è sottoutilizzato. Ci piace il verde, ci piace la natura, siamo la maggiore forza ambientalista attualmente sulla scena politica. Per il sociale il nostro obiettivo è il reddito di cittadinanza ma si tratta di una riforma che va introdotta a livello centrale. Nel frattempo la linea guida comunque resta quella di appianare il più possibile le differenze sociali ed economiche tra chi ha troppo e chi troppo poco.
Relativamente alle persone non posso rispondere. Saranno i membri del Movimento stesso a sceglierle con le consuete votazioni on line, come da tradizione 5 Stelle. Probabilmente, oltre a qualche bella sorpresa, saranno persone per molti sconosciute ma sicuramente oneste e competenti. I nomi non li conosco nemmeno io, semplicemente perché ancora non sono stati definiti. È probabile che alcuni di loro li incontreremo per la prima volta l’11 novembre al nostro stand sotto i portici comunali durante la fiera di San Martino“.








