Siamo molto soddisfatti dell’esito dell’ultimo consiglio comunale sulla vicenda mense. È stato raggiunto un buon risultato grazie all’impegno pragmatico dei consiglieri comunali, e grazie soprattutto alle firme raccolte e alla partecipazione massiccia di tanti genitori. Con il nostro ordine del giorno modificato seduta stante poi votato all’unanimità dal consiglio comunale abbiamo insistito su un concetto importante quanto semplice. Pur consapevoli che ci sono delle spese fisse legate al servizio mensa e che sottoscriviamo il principio di proporzionalità della contribuzione in base al reddito, è inammissibile che i genitori paghino indipendentemente dal numero di giorni in cui i figli usufruiscono del servizio. La soluzione trovata prevede la decurtazione di un trentesimo della tariffa mensile per ogni assenza. Da questa vicenda emergono alcuni dati, è evidente la difficoltà dell’amministrazione comunale che brancola nel buio senza una progettualità condivisa tra la giunta e la maggioranza in consiglio. In secondo luogo, su questa ed altre vicende, si evidenzia che le forze politiche quando ragionano in maniera non ideologica e su obbiettivi condivisi ottengono buoni risultati. Prova ne è che l’ordine del giorno sulle mense è stato presentato con le firme congiunte dei consiglieri Santi e Pilati. Le forze politiche marscianesi dovrebbero lavorare con questo spirito alla soluzioni dei problemi più urgenti, tra questi sicuramente Rifondazione Comunista individua le vicende che riguardano il vincolo paesaggistico che sembra porre problematiche per una rapida conclusione della ricostruzione post terremoto e produce altre tipologie di problemi. In questo contesto, in data 30/11/15 si è ottenuta l’approvazione dei progetti per la UMI 3 del PIR di Spina,da parte della Sovrintendenza dell’Umbria e è di ieri la notizia del rinvio del giudizio del TAR sul ricorso che Le Amministrazioni Comunali e Regionali hanno posto in essere contro il Mibact. L’insieme di questi eventi testimoniano quanta strumentalità ci fosse nell’atteggiamento dell’Amministrazione Comunale nell’utilizzare l’emergenza per il terremoto a sostegno della decisione di approntare un ricorso. Un ricorso e una modalità che già avevamo denunciato come fallimentare perché anziché aiutare a risolvere in tempo utile le problematiche le avrebbe acuite. Ed ecco a confermare la nostra tesi e quella di molti cittadini la notizia del rinvio al 4 maggio in attesa di una possibile conciliazione. Rilanciamo dunque con forza la proposta di ritirare il ricorso al TAR che si è dimostrato inutile e dannoso, e nello stesso tempo aprire un tavolo di confronto tra tutte le forze politiche atto a discutere con franchezza della tutela del territorio martoriato da anni di cementificazione e abusi paesaggistici garantendo però che il vincolo posto in essere tenga conto delle specificità territoriali assenti nel testo. Come ribadito con chiarezza in una conferenza stampa a Montecitorio dal Consigliere Comunale Federico Santi, alla quale hanno partecipato anche Giuseppe Civati (leader nazionale di Possibile) e Lorenzo Maria Berti (vice presidente del “Comitato terremotati 15 Dicembre”), la totale assenza di programmazione da parte della Regione Umbria (assenza di un nuovo piano paesaggistico dal 2010, data della firma del protocollo istituzionale) e la previsione di un PRG abnorme (più volte bocciato dalla Provincia) da parte del Comune di Marsciano sono le prime cause dell’apposizione del vincolo da parte del Ministero. Sarebbe stato auspicabile e lo è tutt’ora aprire un dialogo tecnico con il Ministero e gli organi preposti affinché si possano discutere le parti del vincolo che tutelano veramente il territorio e quelle che invece arrecano danni alla comunità invece di entrare in un muro contro muro tra istituzione che alla fine dei conti danneggia isolo i cittadini. Rinnoviamo l’invito a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione ad aprire un tavolo per discutere di questa questione ed altre in maniera pragmatica e costruttiva.

 

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