“Misericordes sicut Pater” è il canto d’inizio con il quale schola e assemblea, riuniti in cripta accolgono la processione d’ingresso.
porta3

Il 13 dicembre alle ore 16 a Collevalenza nel Santuario dell’Amore Misericordioso il Vescovo Mons. Benedetto Tuzia ha aperto per la Diocesi di Orvieto-Todi la Porta Santa del Giubileo della Misericordia

La celebrazione si articola in diversi momenti:
• celebrazione stazionale presso la Cripta della Basilica dell’Amore Misericordioso;
• processione e apertura della Porta Santa della Misericordia (Santuario del Crocifisso);
• attraversamento della Porta Santa della Misericordia;
• Celebrazione Eucaristica presso la Basilica dell’Amore Misericordioso.

“Misericordes sicut Pater” è il canto d’inizio con il quale schola e assemblea, riuniti in cripta accolgono la processione d’ingresso.
Mons. Benedetto Tuzia, vescovo di Orvieto-Todi, dopo il saluto d’ingresso, rivolge all’ assemblea questa esortazione:
“Fratelli e sorelle carissimi, con lo sguardo fisso su Gesù e sul suo volto misericordioso, il Santo Padre, nella solennità della Beata Vergine Maria, la tutta santa, ha aperto il Giubileo straordinario che dischiude per tutti noi e per l’umanità intera la porta della misericordia di Dio.

In comunione con la Chiesa universale, questa celebrazione inaugura solennemente l’Anno Santo per la nostra Chiesa diocesana, preludio per una profonda esperienza di grazia e di riconciliazione.
Ascolteremo con gioia il Vangelo della misericordia, che Cristo Signore, agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, sempre fa risuonare in mezzo agli uomini invitandoci a gioire per il suo amore annunciato instancabilmente ad ogni creatura”.

Quindi dice l’orazione:
Preghiamo. O Dio, autore della vera libertà, che vuoi raccogliere tutti gli uomini in un popolo solo libero da ogni schiavitù, e doni a noi tuoi figli un tempo di misericordia e di perdono, fa’ che la tua Chiesa, crescendo nella libertà e nella pace, splenda a tutti come sacramento di salvezza, e riveli e attui nel mondo il mistero del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen

Subito dopo un Lettore legge la Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia (MV, 1-3):
“Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre.
Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi.
Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth.
Il Padre, «ricco di misericordia», dopo aver rivelato il suo nome a Mosè come «Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà», non ha cessato di far conoscere in vari modi e in tanti momenti della storia la sua natura divina.
Nella «pienezza del tempo», quando tutto era disposto secondo il suo piano di salvezza, Egli mandò suo Figlio nato dalla Vergine Maria per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore.
Chi vede Lui vede il Padre.
Gesù di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona rivela la misericordia di Dio.
Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza.
Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. Trinità. Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro.
Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita.
Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato.
Ci sono momenti nei quali in modo ancora più forte siamo chiamati a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre. E per questo che ho indetto un Giubileo Straordinario della Misericordia come tempo favorevole per la Chiesa, perché renda più forte ed efficace la testimonianza dei credenti.

P1150222

Al termine della lettura la processione si avvia verso la Porta Santa mentre la schola e l’assemblea cantano:
“ Celebriamo, Signore, la tua misericordia,/Tu sei fedele per sempre”

Giunti presso la Porta il Vescovo acclama :
”Aprite le porte della giustizia, entreremo a rendere grazie al Signore”.
Viene aperta la Porta mentre il Vescovo continua:
“E’ questa la Porta del Signore: per essa entriamo per ottenere misericordia e perdono”.

porta 1

Il Diacono che porta la croce processionale si mette accanto al Vescovo mentre l’altro Diacono consegna il Libro dei Vangeli al Vescovo che dalla soglia della porta lo tiene elevato mentre si canta l’antifona:
“Io sono la Porta, dice il Signore, chi passa per me sarà salvo entrerà e uscirà e troverà pascolo, alleluia”.

Terminato il canto la processione riprende il cammino verso l’altare della Basilica per la celebrazione della liturgia eucaristica mentre schola e assemblea intonano il canto d’ingresso:
“Stillate rugiada, o cieli dall’alto/ e le nubi piovano il Giusto”.

Dopo che il Vescovo ha indossato la casula, baciato l’altare e recitata la colletta ha inizio alla liturgia della Parola che termina con l’omelia del Vescovo.
Segue la liturgia eucaristica. Al termine il rito di conclusione e la benedizione dei fedeli partecipanti.
La schola e l’assemblea elevano il canto conclusivo:
“ Salve regina, mater misericordiae”.

condividi su: