Carla Casciari riconquista il seggio nel Consiglio regionale dell’Umbria. Lo ha deciso il Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso di Giuseppe Biancarelli (eletto con la lista Umbria più uguale) presentato dopo che il Tar dell’Umbria aveva dato ragione all’ex vicepresidente della Regione.
Con l’ingresso della Casciari la maggioranza risulta ora composta da 11 membri del Pd più il socialista Rometti.
Il contendere era legato ad un aspetto essenzialmente tecnico legato all’interpretazione dei “voti validamente espressi”. Il 2,5 per centro della lista Umbria più uguale, che ha permesso a Biancarelli di entrare in consiglio, è stato calcolato non considerando quelli ai candidati presidente, considerando i quali Umbria più uguale non è riuscito a raggiungere il 2,5 per cento che assicurava il diritto ad un posto in seno al Consiglio regionale.
«La sentenza – commenta Michele Guaitini, portavoce Comitato per la Democrazia in Umbria che ha presentato ricorso contro l’Umbricellum – rappresenta l’ennesimo frutto avvelenato della legge elettorale umbra. Una legge che consente al Pd di ottenere ben 12 su 21 (il 57,14 per cento) a fronte del 35,76 per cento dei voti ottenuti nell’urna. L’umbricellum ha manifestato così tutti quegli effetti antidemocratici che abbiamo denunciato sin dalla sua presentazione in aula, una legge costruita su misura dal partito egemone in Regione per conservare, anzi incrementare, il suo potere pur in presenza di una sensibile erosione del suo consenso rispetto alla consultazione del 2010. Un vero e proprio delitto perfetto compiuto contro i più semplici principi democratici, contro i pareri di illustri giuristi e contro il buon senso”.










