Il dibattito politico sulla proposta di variante al PRG nell’area di Ponterio di Todi, che l’Amministrazione Rossini intende deliberare nel Consiglio comunale dell’antivigilia di Natale, si arricchisce di una nuova voce e di un ulteriore parere negativo. E’ quello del consigliere comunale Mauro Giorgi, che si dice appunto contrario “all’insediamento di due grossi capannoni finalizzato ad ospitare le attività commerciali di altrettanti noti marchi della Grande Distribuzione Organizzata operanti nei settori dell’elettronica e del bricolage”.
“Ciò – scrive Giorgi in un comunicato – non sarebbe altro che un ulteriore schiaffo alle varie attività commerciali del tuderte, tutte gestite a livello familiare, che ancora oggi, a stento, cercano di sopravvivere alla lunga ed estenuante crisi che già da troppo tempo li attanaglia. Gravati da una sempre maggiore pressione fiscale e tributaria, ora si troverebbero ad affrontare anche questa problematica che ben presto li porterebbe alla chiusura delle proprie attività”.
Giorgi sottolinea che “ci vuole poco a capire il piatto forte per chi è servito! Non certo per le attività commerciali del tuderte che già operano in quei settori e neanche per i futuri dipendenti delle due aziende che nella maggior parte dei casi devono subire contratti di lavoro a termine con scadenza quasi mensile, straordinari e festivi non retribuiti come tali ma fatti recuperare quando avranno meno lavoro. Pertanto da un lato c’è uno pseudo dipendente, dall’altro il negoziante che con la propria attività fino ad ora è riuscito a viverci e far studiare i figli ma che si vedrà costretto ad abbassare la saracinesca”.
Il consigliere paventa il rischio reale, “come accaduto anche in altre realtà, di andare verso la desertificazione delle attività commerciali a gestione familiare, con la conseguenza, anche, di aver massacrato il tessuto commerciale della zona“, poichè “se le cose non andassero secondo le aspettative di fatturato, in quattro e quattr’otto la GDO chiuderà lasciando così sul territorio due bei scatoloni vuoti”.
“Sopra a tutto questo – stigmatizza Giorgi – ci sono i proprietari dei lotti che vogliono la “correzione” urbanistica! Solo loro i maggiori beneficiari dell’operazione. Sì, perché in tempi come questi e con un futuro ancora davvero incerto durante i quali l’edilizia residenziale è e resterà ferma, l’unica scappatoia possibile, che gli consente di valorizzare la proprietà e far subito cassa, è proprio quella di trovare chi gli consente di modificare la destinazione d’uso dell’area”.
Giorgi avanza dubbi anche sulla possibile ricaduta nell’indotto. “Se vogliamo essere ulteriormente realisti – si legge nella nota – va messo in conto anche il fatto che saranno tutte imprese o aziende di fuori a realizzare le strutture, pertanto non si può neanche parlare di una positiva ricaduta economica ed occupazionale sulla nostra zona, bensì, più semplicemente, solo una grossa opportunità economica per gli altri. Come sempre i piccoli non vengono mai tutelati”.
Dopo aver demolito su tutti i fronti la decisione dell’Amministrazione, Giorgi ricorda che la sua “contrarietà sulla variante urbanistica non nasce ora, visto che il sottoscritto è stato l’unico consigliere comunale che già nel penultimo consiglio ha addirittura votato contro alla proposta di rinvio della pratica”.
La nota del consigliere comunale del centrosinistra, ma ormai da tempo non organico all’Amministrazione Rossini, si conclude con una proposta: “Perché invece non si pensa di realizzare in quella zona un’area fieristica? Perché tutte queste energie l’Amministrazione Rossini non le riserva per realizzare un qualcosa che ne possano trovare beneficio tutti? Dai cittadini ai commercianti, dalle imprese ai turisti?”.
Altrimenti, ironizza Giorgi richiamando la crisi politica di maggioranza da mesi aperta e ancora non risolta, il messaggio natalizio di Rossini è: “La verifica politica con i tuoi, le varianti urbanistiche con chi vuoi!”.









