Nuovo intervento a cura di volonterosi cittadini per il decoro urbano: a chi spetterebbero queste operazioni?
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Si ripete, ormai quasi con regolare cadenza settimanale, e si moltiplica, nel senso che aumentano le persone coinvolte, quello che potremmo chiamare il “Retake Todi”, ovvero il movimento, nato spontaneamente, di persone animate dal desiderio di una maggiore cura della città.
Le “imprese” hanno riguardato la segnaletica stradale, qualche monumento e, da ultimo, domenica 17 gennaio, alcune delle pensiline di attesa degli autobus.

Se da una parte c’è da sperare che tali iniziative contribuiscano a risvegliare sempre più la sensibilità dei cittadini, sia con un comportamento più educato e responsabile che con una loro partecipazione attiva alla manutenzione dei beni comuni, dall’altra non si può non registrare l’assenza di una minima reazione e riflessione su chi avrebbe la reale competenza di tali interventi non effettuati e sull’ormai assodata non punibilità di chi sporca o danneggia quegli stessi beni.

Nel caso delle pensiline, ad esempio, erano in bella mostra i grandi manifesti affissi abusivamente da uno spettacolo circense: individuare in quel caso l’autore dell’incivile comportamento, peraltro per ricavarne un profitto in termini di visibilità, non dovrebbe essere stato troppo difficile.
E’ stato multato? Probabilmente no. E come lui tanti altri che lo fanno. E se invece le multe sono state elevate, perchè i proventi non vengono poi utilizzati per il ripristino del decoro?

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