Nolenti o volenti, a Todi, è iniziata a tirare un’aria pre-elettorale. Il via canonico sarebbe dovuto arrivare dopo l’estate ma un insieme di concomitanze, a partire dalla richiesta di verifica interna alla maggioranza (ma non solo), sembra aver anticipato i tempi della “maturazione”.
E così si possono osservare le prime manovre, ancora del tutto sotterranee, come si conviene alla vecchia ma anche alla nuova politica. Segni rivelatori che qualcosa si muove viene anche dalla comunicazione dei possibili prossimi attori in campo, con novità di approccio di cui sarà interessante, a posteriori, osservare effetti ed esiti.
Avanguardia di un cambio di marcia, teso ad imperniare a quanto sembra la propria strategia di aggregazione anche sui nuovi social media, è Floriano Pizzichini, attuale consigliere comunale di opposizione.
Ormai da qualche mese, ai comunicati stampa tradizionali, Pizzichini ha affiancato frequenti post (messaggi) su Facebook caratterizzati o accompagnati da visual grafici che puntano tutto sull’immediatezza del messaggio, quasi sempre molto critici su specifici fatti amministrativi (i bagni del Comune, le spese per le manifestazioni, eccetera).
Da ultimo, proprio in questi giorni, è arrivata la pubblicazione di una video-canzone, cantata a quanto sembrerebbe dallo stesso Pizzichini, il quale rifacendo il verso a Celentano e all’ormai famosissimo brano “La Prima Repubblica”, colonna sonora del film “Quo vado” di Checco Zalone, sferza un attacco tra l’ironico e il sarcastico alle politiche del Sindaco Rossini, dal turismo alle caserme, dalle varianti alle tasse, tutto rigorosamente in rima mentre scorrono le immagini del primo cittadino alternate ai visual dei mesi scorsi prima citati.
“Carletto fa il sindaco ma lui non lo sa, Carletto fa il sindaco e Todi affonderà” è il ritornello irriverente proposto nello stile del molleggiato nazionale.
La trovata di Pizzichini, non nuovo a queste uscite (giorni fa aveva lanciato una sorta di tg alla 7 Cervelli con Obama doppiato in dialetto che parlava della sua candidatura), parrebbe riscuotere successo sul web in termini di visualizzazioni e di like ma non mancano critiche, alle quali lui ha risposto affermando, sempre sul proprio profilo Facebook: “Molti, nel fare politica, dimenticano la differenza fra essere seri ed essere seriosi”.
Il seguito virtuale, in realtà, nessuno sa quanto possa essere indicativo di un seguito reale, così come d’altra parte è stato spesso in passato nelle campagne elettorali tradizionali, quando si coniò il famoso detto “piazza piene urne vuote”, a ricordare che al successo dei comizi non sempre corrispondeva un buon risultato in termini di voti raccolti.
Resta però il fatto che nella prossima campagna elettorale tuderte i candidati dovranno fare i conti, confrontarsi e rapportarsi anche i nuovi media, che hanno ormai profondamente disarticolato e disermediato i mezzi di comunicazione tradizionale.








