In occasione del “Giorno della memoria” l’Umbria ricorda con orgoglio quanto a quel tempo le popolazioni locali fecero per evitare per quanto possibile gli episodi di deportazione degli ebrei.
Le leggi introdotte in Italia nel 1938 da Benito Mussolini, aprirono la strada anche nel nostro paese alla persecuzione, all’internamento e alla deportazione degli ebrei, anche se dall’Umbria vennero internati in Germania solo tre ebrei, due dei quali sopravvissero (i ternani Adolfo e Sergio Sciunnach), perché decine e decine di altri, provenienti anche da altre regioni, furono nascosti e protetti da umbri che, anche nel caso fossero di diverso orientamento politico e fede religiosa, collaborarono tra di loro, ad esempio, per fornire agli ebrei falsi documenti di identità.
La ricorrenza verrà ricordata a cura dell’ Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea, Liceo Ginnasio Statale “G.C. Tacito”, Liceo Scientifico “R. Donatelli”, Licei Statali “Angeloni” Linguistico – Musicale – Scienze Umane, Liceo Scientifico “G. Galilei” e Liceo Artistico “O. Metelli”, che hanno organizzato un incontro dal titolo “I giovani ricordano la Shoah”, che si terrà domani, a Terni (ore 10, Palazzo Gazzoli).
Dopo i saluti istituzionali, verrà proiettato il video “Studiando il Processo di Norimberga: giustizia, colpa, responsabilità”, che propone le riflessioni di una classe quinta del Liceo “Donatelli” rispetto ai temi della colpa e della responsabilità.
Seguiranno le letture drammatizzate, a cura di Elena Marrone e dei ragazzi del Laboratorio Teatrale del Liceo Classico, di elaborati degli alunni dello stesso Liceo, intervallate da brani musicali eseguiti dagli alunni del Liceo Musicale “Angeloni”.
Nella seconda parte della mattinata gli studenti del Liceo “Donatelli” daranno vita alle “Voci dalla Memoria” (tra cui Il diario della piccola Helga nella Praga del 1941, la Lettera di un ebreo morto nel ghetto di Varsavia nel 1943 e Il diario di Anne Frank), quindi una riflessione dei ragazzi del Liceo “Galilei” sulle leggi razziali.
Tra i pochi che si salvarono dai campi di concentramento vi fu anche David Olère, che dopo la liberazione registra l’orrore dell’esperienza concentrazionaria e dello sterminio in numerosi schizzi e disegni.
Alcuni di questi sono stati riprodotti nel materiale promozionale dell’incontro









