Dopo la “grande intuizione” della ristrutturazione del sistema sanitario ospedaliero che, seppur non ancora giunta a compimento, consente all’Umbria di affrontare con una certa tranquillità e limitati disagi il periodo di vacche magre, appare indispensabile incominciare a mettere le mani ad un grande sogno: quello di una mobilità che non sia così, come è adesso, incentrata sulla gomma.
La mobilità individuale è sicuramente una gran cosa, ma col passare del tempo, a fronte della comodità si presentano grossi svantaggi che annullano anche i vantaggi ed a ben considerare fanno riflettere anche gli utenti: costi, inquinamento dell’aria, problemi all’arrivo a destinazione e quindi di tempo complessivo necessario per gli spostamenti.
La scommessa è quindi trovare sistemi che concilino la libertà di movimento delle persone con la necessità di eliminare gli svantaggi della mobilità alternativa o collettiva: andare da Terni o Città di Castello a Perugia in mezzora in treni non sovraffollati e così via su altri itinerari sia nelle direttrice appenninica che quella della valle del Tevere, che quella trasversale:
Ma anche arrivare comodi e riposati nella Capitale o nelle Marche e Toscana, magari a lavorare, senza doversi alzare quando il sole non è ancora comparso e tornare ad un’ora cristiana
Sistemi che richiedono grandi disponibilità economiche, perché la rete ferroviaria che potrebbe supplire alle esigenze in Umbria è rimasta sostanzialmente a 100 anni fa e gli anni li dimostra tutti, mentre l’esigenza di mobilità è aumentata in modo esponenziale sia all’interno della regione, sia verso i territori limitrofi e sia nel campo del turismo su cui l’Umbria conta tanto.
Bene quindi che si sia incominciato a parlare della fattibilità del trasferimento della rete ex Fcu ad Rfi, con l’amministratore delegato di quest’ultima società che ha confermato la volontà di aderire a questo progetto.
“Abbiamo cominciato a rifletterci in termini positivi – ha detto – poiché l’infrastruttura regionale collega i due capoluoghi di provincia che sono attraversati da collegamenti ferroviari trasversali est-ovest quali l’Orte-Falconara su cui sono in corso interventi di miglioramento e potenziamento. Se si arriverà a un accordo, sarà necessario un periodo transitorio che stimiamo in tre anni durante il quale la linea ferroviaria dovrà essere adeguata agli standard previsti dall’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, per poi essere integrata nella rete nazionale”.
Intanto gli obiettivi strategici dell’Accordo Quadro siglato oggi a Perugia da Giuseppe Chianella, assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti della Regione Umbria, e da Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana prevedono: di programmare la capacità di traffico ferroviario sulle linee ferroviarie dell’Umbria: a regime la produzione, dagli attuali circa 3,7 milioni treni chilometro/anno sarà di circa 3,9 milioni treni chilometro/anno.
Potenziare i collegamenti ferroviari con Roma e con le Marche, sviluppare la connessione fra l’infrastruttura gestita da Rete Ferroviaria Italiana e il network dell’operatore ferroviario regionale e integrare le diverse modalità di trasporto dell’Umbria elaborando un sistema integrato di servizi, con orario cadenzato e coincidenze.
“Con questa firma, che segue la sottoscrizione del contratto di servizio con Trenitalia – ha sottolineato l’assessore regionale Chianella – si chiude il cerchio del lavoro svolto in questi ultimi mesi dalla Regione Umbria per garantire e migliorare la qualità del servizio di trasporto ferroviario. Rete Ferroviaria Italiana assicura, per dieci anni con la possibilità di rinnovo per altri cinque, la disponibilità dell’infrastruttura per i collegamenti ferroviari da e per l’Umbria, pianificando anche il suo potenziamento”.
L’assessore Chianella ha espresso “soddisfazione per l’Accordo raggiunto, fra i primi a essere sottoscritti in base alla recente normativa nazionale, e per l’interlocuzione positiva avviata con Rete Ferroviaria Italiana relativamente al trasferimento dell’intera tratta della ex Ferrovia Centrale Umbra.
Ci aspettiamo a breve – ha affermato – che si raggiunga un accordo affinché l’infrastruttura della ex Fcu possa essere inserita nella rete ferroviaria nazionale e continui a svolgere quel ruolo strategico che è stato ribadito anche nel nuovo Piano regionale dei trasporti”.
L’importanza dell’Accordo Quadro sottoscritto stamattina è stata sottolineata anche dall’amministratore delegato di Rfi, Gentile. “L’Umbria, per sua centralità e i collegamenti interregionali – ha detto – riveste particolare interesse per Rfi. Per la gestione dei servizi su ferro e gomma sono operative due società del gruppo Fs Italiane. Con la Regione Umbria è stata già attivata un confronto positivo e serio sui temi del trasporto, sia locale che a media-lunga percorrenza”.
“Questo Accordo quadro – ha specificato – ci proietta verso il futuro ed è fondamentale per la programmazione nei prossimi anni. Mette infatti a fuoco la capacità di traffico basata sull’infrastruttura esistente, ma tiene conto anche di possibili sviluppi legati ad investimenti nazionali programmati di concerto da Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Rfi o chiesti dalla Regione stessa per il miglioramento della qualità dei servizi, ad esempio l’eliminazione delle barriere architettoniche o parcheggi vicino alle stazioni”.
L’Accordo prevede incrementi della capacità di traffico ferroviario in particolare su queste linee: linea Terontola – Perugia – Terni, via Assisi – Foligno – Spoleto con servizi dedicati per le stazioni maggiormente utilizzate da circa il 50% dei residenti in Umbria; incremento e ottimizzazione del servizio biorario per la relazione Foligno – Firenze; linea Roma – Ancona (tratto Orte – Fossato di Vico) con aumento dei collegamenti dei treni per i pendolari con Roma. È prevista, inoltre, la programmazione integrata con Regione Marche di treni Regionali Veloci sull’asse ferroviario Ancona – Foligno – Roma.
L’Accordo Quadro è lo strumento tecnico che consentirà a Regione Umbria di prenotare capacità di traffico per la rete ferroviaria regionale, di programmare nel medio/lungo periodo l’uso dell’infrastruttura ferroviaria in funzione del Piano regionale dei Trasporti. Per RFI l’Accordo Quadro relativo alla capacità ferroviaria è il principale strumento per determinare le reali esigenze di mobilità del territorio intervenendo e per programmare, dove sia necessario, piani di potenziamento infrastrutturale per ottimizzare al meglio lo sviluppo dei servizi regionali.








