Il numero elevato di denunce che riguardano gli stranieri per reati connessi al traffico di stupefacenti rivela un'alta propensione al consumo da parte degli umbri.
mosca

“Allarmante” è stato definito dal presidente della sezione penale della Corte d’appello di Perugia Giancarlo Massei, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il dato relativo al numero di denunce che riguardano gli stranieri per reati connessi al traffico di stupefacenti.

Il volume dello spaccio, che si può desumere dalle denunce, è quindi ampio al di là di chi lo pratica, ma il vero problema, se non ci si vuole limitare ad osservare il dito che indica la Luna, è il consumo di stupefacenti.

E nel consumo di droghe gli stranieri centrano poco, se non per il fatto che le rendono facilmente disponibili a persone, però, che mostrano una particolare debolezza e prontezza a “farsi”.
Forse c’e qualcosa che non va nella società umbra e questo dovrebbe essere il campo in cui applicarsi seriamente per scoprirlo e dare un fine alla nostra gente che non sia quello della ricerca a tutti i costi di “un’emozione in più”.

Ipocrita, per altro, che da una tale situazione si riveli una “effettiva domanda di giustizia nettamente superiore” a quella che sarebbe ipotizzabile con il “solo dato residenziale”, per il solo fatto che ci siano in giro tanti spacciatori: gente che dà quel che altri chiedono e poi si lamentano: le mosche prolificano sulla sporcizia ed è questa è da rimuovere prima di spargere insetticidi.
Così’ le mosche vanno via

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