Gli errori di un PRG fuori misura si devono correggere stoppando le nuove costruzioni e puntando su uno sviluppo sostenibile a partire dal recupero dell'esistente
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L’assemblea pubblica sulla variante al PRG di Ponterio, tenutasi giovedì sera presso la sala Tiberina di Pian di Porto, ha messo in luce un’amministrazione comunale più attenta alle problematiche espresse dai cittadini.

Dopo la relazione del Sindaco sulle opere già realizzate e da realizzare in un prossimo futuro, si sono succeduti una serie di interventi dei cittadini a direzione, a mio parere, univoca: “miglioramento della qualità della vita” nella macroarea Ponterio-Pian di Porto, mediante attuazione prioritaria delle opere che hanno qualificato il “Contratto di Quartiere” (Area parco, piste ciclabili, piazza ecc.) e che hanno fatto vincere a questo progetto il “premio mediterraneo”. Stop, quindi, alla variante al PRG da residenziale a commerciale.

Mentre il Sindaco parlava di un’area di 12.000 mq già a destinazione “commerciale”, oltre a quella oggetto della variante di circa 5000 mq, ho pensato che l’errore iniziale è stato quello di aver progettato e varato un Piano Regolatore Generale fuori misura per le reali esigenze della collettività e valido per tempi troppo lunghi: non si possono fare previsioni certe e potrebbero insorgere fattori, come in realtà è avvenuto con l’attuale crisi economico-finanziaria e la crisi dell’edilizia, che cambiano radicalmente la situazione inizialmente ipotizzata.
Sarebbe stato più opportuno, quindi,  non mettere, come si usa dire, tanta carne sul fuoco, progettando un PRG a scadenze più brevi (ad esempio ogni cinque anni) sulla scia di quanto hanno fatto altri comuni del territorio nazionale.

Ora, con la consapevolezza del senno di poi, occorre intervenire per porre rimedio ad una progettazione sproporzionata alle reali esigenze dei tempi presenti.
Per cominciare l’opera in modo semplice e  praticabile fin da subito, basterebbe approvare le numerose varianti di riduzione o stralcio totale dell’area edificabile presentate dai proprietari dei terreni edificabili. Invece si sta ancora opponendo rifiuto per poter estorcere ingiustamente  l’IMU e rimpinguare le casse comunali.

In questo momento tutti concordano che non servono più nuove costruzioni e che l’edilizia deve essere orientata sul recupero delle strutture esistenti. Ponterio non necessita di nuovi edifici, siano essi residenziali o commerciali. Sicuramente l’errore è stato commesso a monte, quando l’area di 5000 mq, oggetto della richiesta di variante, è stata passata da area “pubblica” ad area “residenziale”, sottraendola alla realizzazione del parco.

Le risorse più importanti del nostro territorio sono  rappresentate dall’ambiente naturale e dal notevole patrimonio artistico-culturale, che vanno assolutamente tutelate e valorizzate per incrementare il flusso turistico e la qualità di vita dei cittadini.
Con quest’ottica è stato elaborato il progetto del Contratto di Quartiere per Ponterio. E’ indubbio che la valorizzazione del fiume Tevere, la realizzazione del parco e delle piste ciclo-pedonali di collegamento di Ponterio con Pian di Porto, Pian di S.Martino, quartiere S. Rocco e stazione ferroviaria (con costi di realizzazione non eccessivi) avrebbe rilevanti ricadute positive sullo sviluppo del turismo e sulla qualità della vita delle persone.  Noi abbiamo la fortuna di poter godere ancora di un verde generosamente offerto dalla natura e non dobbiamo inventarci assurdi “ boschi verticali” per respirare aria fresca e far conoscere i ritmi stagionali ai nostri figli!

Un’altra risorsa importante del territorio è rappresentata dalla produzione e commercializzazione  di prodotti tipici (vino, olio, latticini, carni bovine di qualità, ortaggi biologici ecc.). L’amministrazione si deve impegnare ad incentivare le produzioni di qualità, penalizzando, invece,  chi non produce in modo corretto e sostenibile per l’ambiente.

Non concordiamo sul fatto che il “fiore all’occhiello” di Ponterio è rappresentato dal “caseificio Montecristo”? Che è meglio acquistare ortaggi e frutta di stagione,  prodotti nelle piccole aziende agricole locali, al mercatino del lunedì presso la scuola media Cocchi, piuttosto che in un grosso supermercato? Non è meglio acquistare un mobile in legno prodotto da artigiani locali, riciclabile anche dopo 400-500 anni , anziché un mobile  di scarsa durata e composto di materiali difficilmente smaltibili?

In questo momento l’imperativo è andare controtendenza, rispetto a quello che avviene nel resto del mondo. Dobbiamo distinguerci  dagli altri per la qualità del nostro ambiente naturale  e dei prodotti che offriamo.

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