Contrasti di opinioni, differenze territoriali, stile con cui si affrontano i problemi, non hanno mancato di far detonare, all’interno di Italia Nostra Umbria, la questione dell’incenerimento dei rifiuti dopo la nota proveniente da Perugia che ha “offeso” i soci ternani, sembra più per il metodo che la sostanza.
Da Terni, infatti scrivono: Si stenta a credere nei contenuti dello scritto, visto che le posizioni nazionali, regionali e, ovviamente, locali dell’Associazione hanno visto – e vedono tuttora- Italia Nostra in prima linea in direzione fermamente opposta.
Infatti gli anonimi estensori della dissonante nota trascurano che Italia Nostra Perugia è da anni parte del Coordinamento regionale ‘Rifiuti Zero’, teso a contrastare l’incenerimento senza se e senza ma. E soprattutto dimenticano le gravi ricadute sanitarie della combustione, un’autentica aggressione alla vita umana, oltre al dispendio economico dovuto ai famigerati e lucrosi incentivi, con un ignobile spreco energetico e un esteso danno ambientale ben dimostrato non solo dalle annose vicende di Terni.
Viene da chiedersi chi rappresentino dunque gli autori dello scritto, oltre se stessi.
Di certo non i cittadini e nemmeno i soci di Italia Nostra: costoro sono uniti nell’impaziente attesa di una politica davvero risanata, autenticamente volta a realizzare quell’economia circolare che significherebbe la fine di ecomafie presenti pure in Umbria, oggetto di dettagliate cronache anche di stampo giudiziario, con rinnovate quanto tardive attenzioni da parte del Parlamento, della Regione e delle nostre Prefetture









