La sezione "Pinotti" prende posizione sulla variante di Ponterio e sul trasferimento di Inps e Agenzia delle Entrate nel centro storico
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Variante di Ponterio e trasferimento della sede Inps e Agenzia delle Entrate nel centro storico di Todi. Sono le due questioni che scaldano il dibattito politico cittadino e rispetto alle quali si registra oggi una presa di posizione del direttivo della sezione socialista “Pinotti”, ritenendo le stesse “di fondamentale importanza per l’intero territorio tuderte”.

“Per quanto riguarda la vicenda variante PRG – scrivono i Socialisti – gli incontri pubblici sono stati a nostro avviso effettuati tardivamente.  Infatti sarebbero dovuti essere propedeutici, al fine di costruire insieme ai residenti cittadini ed esercenti un percorso condiviso“.

Dopo essersi espressi nel metodo, i Socialisti entrano anche nel merito, spiegando che la variante “va inquadrata alla luce delle attuali condizioni economico-sociali profondamente diverse rispetto al periodo di approvazione del vigente PRG. Anche nel tuderte e quindi a  Ponterio ci troviamo di fronte alla saturazione del mercato edilizio in genere ed in particolare di quello residenziale”.

Il direttivo della sezione “Pinotti” tiene a ricordare “ai consiglieri comunali, deputati alla discussione e alla valutazione, che la variante di PRG dovrebbe costituire un elemento di sviluppo, trovando poli di attrazione che integrino il tessuto commerciale senza danneggiare l’esistente”.

Sulla vicenda dell’Inps i Socialisti partono da una premessa: “Ciò deve essere visto alla luce di quanto si sta portando avanti a livello nazionale sulla riduzione delle spese, che passa anche attraverso la riorganizzazione delle sedi periferiche. Tale riduzione avrebbe potuto interessare anche la sede di Todi, mentre la messa a disposizione di locali, da parte del Comune, consente di fatto di mantenere i servizi”.

Preso atto di quanto sopra, dalla “Pinotti” invitano però a fare “una riflessione sul bacino di utenza interessato e sui disagi che tale scelta può comportare per gli utenti (cittadini, lavoratori, pensionati e invalidi). A questi soggetti – viene sottolineato – va prestata la massima attenzione trovando soluzioni adeguate, insieme alle associazioni e le parti sociali, che consentano la completa e soddisfacente fruizione dei servizi pubblici in questione”.

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