La politica marscianese si surriscalda sul tema dell’approvazione del bilancio comunale. In particolare è il Movimento 5 Stelle che torna alla carica sull’argomento. Anna Offredi, consigliere portavoce del M5S di Marsciano ha chiesto “l’immediata notifica, a norma di legge, della diffida del Prefetto perché il comune adempia all’obbligo dell’approvazione del bilancio di previsione 2016 e del rendiconto del 2015″.
Infatti, come contestato dalla Consigliera Offredi “nonostante il solerte preannuncio da parte del sig. presidente del consiglio comunale, fatto con l’informativa inserita nella convocazione della conferenza dei capigruppo di 12 scorso, ed in attesa dell’avvio delle singole comunicazioni ufficiali”, la Offredi ha chiesto alla Prefettura di far conoscere subito all’amministrazione comunale ed ai consiglieri le sue determinazioni al riguardo della tardiva approvazione dei bilanci.
La richiesta della consigliera pentastellata è stata inviata in quanto ha “considerato “anomalo” il preannuncio di notifica e rammenta al sig. presidente del consiglio che la legge prevede l’immediata notifica della diffida prefettizia, senza preannunci, ai consiglieri comunali anche per non dilatare inutilmente i tempi del percorso di approvazione dei bilanci”.
Di conseguenza la consigliera Offredi sollecita, con urgenza, la procedura ufficiale di notifica della diffida, “se e quando pervenuta all’amministrazione comunale, tramite messo comunale, consigliere per consigliere, come previsto dalla legge”.
La consigliera, inoltre, ha già chiesto, con lettera del 6 aprile scorso, indirizzata al presidente della II commissione, al presidente del consiglio, al sindaco ed ai capigruppo consiliari, “la trasmissione urgente degli atti del bilancio di previsione 2016 e del rendiconto 2015, prima dell’invio della diffida prefettizia e, quindi, della convocazione del consiglio comunale, alla competente commissione consiliare ed ai consiglieri comunali entro venti giorni dalla notifica della diffida”.
Venti giorni soli, dunque, dal 30 aprile prossimo, per evitare che l’Ufficio territoriale di Governo avvii, in caso di inadempienza, la procedura di insediamento di un commissario con contestuale scioglimento dell’assise.






