Le strumentali esternazioni di Forza Italia sul Tempio di San Fortunato richiedono solo alcune note tecniche di smentita senza alcun bisogno di entrare in un penoso dibattito.
Le infiltrazioni non hanno nulla a che vedere con i lavori eseguiti
Utilizzando la “linea vita” messa in opera sulla sommità del tetto con i recenti lavori, appositamente installata per la manutenzione in sicurezza del tetto, si è intervenuti due volte, in periodi diversi, per rimuovere carcasse di piccioni e foglie dell’albero limitrofo che otturavano il canale in pietra, coevo con la costruzione dell’edificio e dunque non modificabile, predisposto per la fuoriuscita delle acque meteoriche.
La manifestazione del fenomeno, ed il suo ripetersi in breve tempo, è evidentemente causata dal fatto che ora, diversamente dagli anni precedenti ai lavori, c’è una corretta raccolta delle acque a seguito della sistemazione della guaina impermeabilizzante, del manto di copertura e del canale interno di raccolta delle acque che segue il lato lungo del Tempio, quest’ultimo canale ha dimensione di circa cm 25*50; la velocità delle acque raccolte permette il rapido trasporto di quanto si deposita all’interno del canale.
L’impossibilità di garantire il non ripetersi del fenomeno appena descritto ha reso necessario un intervento di modifica dell’elemento in rame di raccolta delle acque meteoriche, eseguito dall’impresa appaltatrice dei lavori generali il giorno 27 aprile u.s. sul pluviale più vicino alla facciata.
Rimane ancora da modificare un altro pluviale, il quarto partendo dalla facciata: appena preparato in lattoneria l’elemento in rame, di forma e misura particolare, si provvederà a risolvere definitivamente il problema utilizzando lo speciale “ragno elevatore” rimasto parcheggiato sul lato destro del Tempio di San Fortunato dal giorno del primo intervento.








