Il regista e sceneggiatore ternano David Fratini ha vinto il primo premio al festival Genova Calibro 9 con la sceneggiatura “Maria e la vita”.
Il copione premiato tratta con crudo realismo il tentativo di fuga dalla strada di una prostituta sudamericana per “raggiunti limiti d’età” e – soprattutto – per stare con suo figlio, il tutto sullo sfondo una Napoli periferica e anonima, dove chi sfrutta è a sua volta sfruttato, in una spirale gerarchica brutale e ottusa.
“Maria e la vita” è già stata premiata anni fa al festival Corto e Cultura di Manfredonia (FG), festival in cui quest’anno Fratini è giurato.
Inoltre il 20 giugno alle 10,00 alla Casa del Jazz di Roma Fratini presenterà, insieme a Dario Caponnetto, nipote dello storico magistrato Antonino, il suo nuovo documentario “Terre Rosse” (52 min.) sul rapporto tra i giovani e gli anziani che lavorano i campi sottratti alle mafie dal nord al sud,
fino a quella Corleone da cui il “morbo mafia” si è propagato.
Al documentario, prodotto da LiberEtà in associazione con Spi CGIL, hanno lavorato anche i ternani Giuliano Felici, direttore della fotografia, operatore e montatore, Alessandro De Florio, musiche e mix audio e Paola Patrizi, grafiche.
Belle soddisfazioni per Fratini che in questi giorni sta montando, sempre con Giuliano Felici, il documentario “Dopo la primavera”, sull’incredibile storia di Vera Finavera, donna di ferro che combattè in prima linea le lotte per il lavoro nel Vomano negli anni 50, lotte a cui le donne presero parte con ruoli non marginali, lotte in cui l’emancipazione femminile e quella di un territorio
ancora troppo arretrato fecero scrivere ai “cafoni” – come titolavano i quotidiani dell’epoca – una delle più emblematiche pagine di lotta sindacale.
Il documentario verrà presentato a Montorio al Vomano (TE) – epicentro delle lotte – il 14 luglio prossimo in occasione delle iniziative commemorative per “La marcia della pace e del lavoro del 1950”.








