Pulizia e cura del decoro sono ormai diventati un suo impegno civico fisso con un approccio quasi "gandhiano"
rocchi bilancini

E’ stato tra i primi a Todi a fare “retake”. Che non è un insulto ma il termine con il quale si definiscono ormai comunemente quelle iniziative che vedono associazioni o singoli individui impegnati in prima persona nella cura del decoro della propria città.
Lui si chiama Massimo Rocchi Bilancini, già noto alle cronache tuderti per studi, pubblicazioni ed iniziative sempre e comunque animate da amor civico. Un impegno il suo caratterizzato, a volte, in passato, anche da segnalazioni e pubbliche proteste, senza mai travalicare i limiti del consentito.

Negli ultimi tempi, come detto, Massimo Rocchi Bilancini ha iniziato una battaglia contro la sporcizia e l’incuria. Con un atteggiamento quasi “gandhiano”, in pacifico silenzio, non c’è settimana che non le vede impegnato in qualche operazione, a volte insieme ad altri amici, più spesso da solo, con uscite improvvise ma non improvvisate.

Prima la ripulitura dei segnali intorno a Todi, poi quella delle pensiline di attesa degli autobus, quindi la pineta di Petroro. E giù a seguire aiuole, vie, greti, muri, strade ed accessi a servizi pubblici, come da ultimo presso l’ex ospedale di Porta Romana. A volte, dicevamo, aggregato a gruppi e associazioni (Sei di Todi se, Todi Pulita, Fai), a volte in rinforzo di altri o in perfetta solitaria.

Chi lo conosce per aver operato con lui sa che in queste sue uscite non lascia niente al caso, con sopralluoghi preliminari ed un approccio volontaristico ma professionale al tempo stesso. Quasi come il Bovinelli tuttofare del “Bar Sport” di Benni, a seconda del tipo di intervento Massimo si dota di ogni possibile supporto e prodotto tecnico adatto allo scopo, tirando fuori dal bagagliaio della sua auto, novelle tasche di “Eta Beta”, decespugliatori, trapani, punte, chiavi, guanti, detergenti, spatole o altro, a seconda della bisogna.

Unico “vezzo” che Massimo Rocchi Bilancini si concede è quello di fotografare le zone interessate prima e dopo l’intervento, per dare evidenza alla positiva trasformazione che anche piccole normali operazioni di pulizia e manutenzione riescono a conferire alla percezione complessiva della città.

Grazie alla visibilità assicurata dai social, è diventato un personaggio con, per fortuna, vari tentativi di imitazione, che lui stesso auspica possano moltiplicarsi spontaneamente, senza l’appesantimento di sovraorganizzazioni e senza accentuare la contrapposizione critica alle istituzioni che a quegli stessi interventi dovrebbero con regolarità provvedere.

Ah, dimenticavamo. Retake, letteralmente, sta per “riconquistare, riprendersi, la città”.

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