Incomincia a prefigurarsi la realizzazione di una dettagliata carta della radioattività naturale del territorio umbro.
Questo è l’obiettivo del progetto “UmbriaRad”, condotto dal Servizio Geologico della Regione Umbria e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), attraverso misure su campioni di roccia e suolo, rappresentativi di tutte le varietà litologiche affioranti e dei suoli che ne derivano, e attraverso misure realizzate in volo da uno speciale velivolo, il RadGyro.
La mappa della radioattività di un territorio descrive la distribuzione dei radioisotopi naturali (238U, 232Th, 40K) che costituiscono la principale sorgente di radioattività terrestre.
Sulla base della conoscenza di questo fondo naturale è possibile pianificare standard abitativi che mitighino la concentrazione di radon in ambienti interrati e seminterrati, studiare possibili contaminazioni radiologiche e basare futuri studi nel campo della geologia e della salute pubblica.
Si sono conclusi di recente i prelievi di circa 300 campioni e i sorvoli delle principali zone pianeggianti e collinari.
Le misure aeree di radioattività sono state realizzate a bordo del Radgyro, un velivolo di ricerca equipaggiato con un’innovativa piattaforma multiparametrica.
Una quindicina di sorvoli hanno interessato le principali valli umbre e sono stati pianificati sulla base di uno studio multidisciplinare del territorio che comprende la valutazione della morfologia del territorio, le pendenze dei versanti, le caratteristiche litologiche e l’idrografia. Il progetto prevede inoltre uno studio dell’esposizione della popolazione umbra alla radioattività di origine cosmica sulla base di standard di riferimento internazionali.
I risultati finali saranno sintetizzati in specifiche elaborazioni cartografiche open data e saranno divulgati nel corso del 2017 agli enti locali e alle scuole del territorio.












