Dover pagare le tasse non fa piacere a nessuno, al di là degli slogan governativi, ma almeno sapere che quelle che si pagano “producono” più servizi di quanti ne vengono offerti, con quel livello di tasse, in altre Regioni, rende meno amara la pillola.
Certo sapere che tutti, ma proprio tutti, le tasse le pagano e che i soldi delle tasse non vanno in attività fumose, renderebbe la pillola dolce ma bisogna anche sapersi accontentare.
E di essere moderatamente contenta l’Umbria ha ragione secondo uno studio del Centro studi sintesi per il Sole 24 ore il quale stila una classifica che vede l’Umbria al primo posto, dopo aver scavalcato, rispetto allo scorso anno le vicine Marche.
La ricerca analizza 25 indicatori e punta a individuare le aree dove le tasse pagate producono i migliori “frutti” in termini di infrastrutture, istruzione, salute, sicurezza, ambiente e benessere economico e, secondo Gabriele Bottino, docente di diritto degli enti locali all’Università Statale di Milano, il pregevole risultato umbro è dipeso dal fatto che “la qualità dei servizi è alta sia nelle città sia nei piccoli paesi in relazione al livello della tassazione”.
Nelle grandi regioni del Nord, invece, i servizi sono alti, ma non tanto da giustificare l’elevata tassazione.
Al Sud, di contro, le tasse sono basse ma i servizi lo sono ancora di più.
«L’analisi del Sole – ha commentato la presidente Catiuscia Marini – è molto importante per noi perché rivela un dato continuativo nel tempo. Sono diversi anni che siamo nelle prime posizioni e questa stabilità vale forse più del primo posto di quest’anno.
Dimostra che l’efficienza non dipende dalle dimensioni di una regione per ciò che riguarda il rapporto tra qualità fiscali e qualità dei servizi. ».











