Un articolo, inchiesta, di VALENTINA RUGGIU su Repubblica. It, sullo stato dell’arte nella cura dell’anoressia, rischia di trasformare il DCA di Palazzo Francisci di Todi ed il collegato Nido delle Rondini in un vero e proprio mito.
In mondo di “Ignoranza e pregiudizi, ( in cui) guarire dall’anoressia è una corsa ad ostacoli” il centro tuderte la fa, nella narrazione, da padrone.
Si inizia col sottolineare che per la cura dell’anoressia “ Una delle mete più gettonate è Todi. …Palazzo Francisci, una struttura residenziale inserita in un percorso terapeutico che accompagna gradualmente i pazienti sino al ritorno alla vita normale, è considerata una tra le migliori realtà italiane. “ “Un luogo protetto, quasi una campana di vetro, in cui i ragazzi ospitati si sentono in condizione di abbassare le barriere costruite in anni di malattia. Entrarci però non è semplice.
La richiesta è tanta, i posti sono pochi e l’attesa è lunga. Se non si è umbri bisogna ottenere l’autorizzazione dell’azienda sanitaria di provenienza”
“Ogni sabato mattina a Palazzo Francisci le mamme e i papà dei pazienti si confrontano tra loro e con i terapeuti. Nel trattamento dei disturbi alimentari, specialmente nei pazienti giovani, la famiglia ha un ruolo chiave per la guarigione”.
“Un ricovero di cinque mesi in una struttura residenziale come Palazzo Francisci può costare al servizio sanitario nazionale anche 50mila euro. Per questo non tutte le Asl concedono facilmente l’autorizzazione a curarsi in centri extraregionali”.
Molti altri i riferimenti a Todi nell’articolo (http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep- it/2016/08/08/news/disturbi_alimentari_se_curarsi_e_un_odissea-143694481/)
Una soddisfazione sicuramente per la Regione Umbria, le istituzioni tuderti che hanno affiancato l’Usl 1, nella realizzazione di Palazzo Francisci e nel potenziamento successivo e non da ultima la dott.ssa Laura Dalla Ragione che di Palazzo Francisci e del Nido delle Rondini è l’anima, affiancata da operatori più che motivati











