È stato pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali il bando relativo al Sostegno per l’inclusione attiva (Sia).
Si tratta di una misura di contrasto alla povertà, introdotta su tutto il territorio nazionale, che prevede l’erogazione di un beneficio economico mensile alle famiglie in condizioni economiche disagiate.
La caratteristica principale di questo strumento, che lo differenzia rispetto ad una misura meramente assistenziale, è la subordinazione del sussidio all’adesione dei soggetti interessati ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa.
Un tale progetto viene predisposto dai servizi sociali dei Comuni (coordinati a livello di Zona sociale), in rete con gli altri servizi del territorio (i centri per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole) e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità. Il progetto viene costruito insieme al nucleo familiare sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni e coinvolge tutti i componenti, instaurando un patto tra servizi e famiglie che implica una reciproca assunzione di responsabilità e di impegni.
Le attività possono riguardare i contatti con i servizi, la ricerca attiva di lavoro, l’adesione a progetti di formazione, la frequenza e l’impegno scolastico, la prevenzione e la tutela della salute.
L’obiettivo è quindi aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà, migliorare le competenze, potenziare le capacità e favorire l’occupabilità dei soggetti coinvolti, fornire loro gli strumenti per fronteggiare il disagio, rinsaldare i legami sociali e riconquistare gradualmente il benessere e l’autonomia.
I cittadini possono presentare la propria richiesta per il Sostegno all’inclusione attiva a partire dal 2 settembre 2016 presso il proprio Comune di residenza.
I requisiti necessari per presentare la domanda sono: essere cittadino italiano o comunitario o suo familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino straniero in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo; essere residente in Italia da almeno 2 anni; la presenza, nel nucleo familiare di almeno un componente di minore età, o di un figlio disabile o di donna in stato di gravidanza; un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) inferiore o uguale a 3mila euro. A questi criteri se ne aggiungono altri legati all’assenza di altre forme di sostegno economico assistenziale e all’assenza di beni durevoli di valore.












