La dirigente spiega che si è limitata a dare attuazione della normativa vigente che non consente le celebrazioni in orario di lezione
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Natale “agitato” nella comunità scolastica tuderte a seguito della non autorizzazione alla celebrazione della Messa presso il plesso di Porta Fratta da parte della dirigente della direzione didattica Silvana Raggetti.
Alcuni genitori, infatti, non hanno gradito il diniego e hanno manifestato il proprio disappunto sulla stampa, con la notizia rimbalzata poi velocemente sui social network che hanno amplificato il caso.

La dirigente scolastica tiene però a precisare che non ha agito in modo arbitrario e autoreferenziale ma nel rispetto della normativa vigente. “Per scendere nello specifico – scrive la Raggetti – la nota dell’Avvocatura generale dello Stato dell’ 8 gennaio 2009 offre una panoramica ampia ed esaustiva di leggi, DPR e circolari ministeriali che regolano la celebrazione di atti di culto nelle scuole. Ogni pronunciamento ammette tali celebrazioni, dietro delibera del Consiglio di Circolo, come attività extrascolastiche, e comunque in ogni caso in orari non coincidenti con le lezioni”.

Nel caso specifico – precisa la dirigente – mi era stato chiesto in sede di Consiglio di far svolgere la messa, peraltro preciso che è stata svolta nel plesso di Portafratta solo lo scorso anno, in orario scolastico. Non sto qui a dire come molteplici siano i pronunciamenti dei TAR (ad esempio TAR per l’Emilia Romagna del 17 giugno 1993 n. 250, TAR per il Veneto del 20 dicembre 1999 n. 2478), nei quali vengono dichiarate illegittime le delibere di Consigli d’Istituto che hanno autorizzato celebrazioni di atti di culto in orario scolastico”.

Dopo aver chiarito i termini di legge, la dirigente conclude in modo conciliante, sottolineando come “il Consiglio di Circolo della Direzione Didattica di Todi e io stessa, consapevoli della sensibilità e vocazione del territorio, si dichiarano assolutamente disponibili a trovare modalità condivise che permettano l’espressione della manifestazione religiosa di alunni, genitori e studenti, nei limiti che la normativa ci impone”.

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