Il 5 giungo 2017 saranno passati 6.000 giorni dall’inizio del millennio che dovrebbe rappresentare, anche in relazione agli intendimenti delle Nazioni Unite, come proposto dal Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli di Assisi, il “millennio per la pace”.
La storia, antica e recente dell’Umbria, declinata dall’umanesimo francescano sino alle proposizioni capitiniane, nel quadro dei valori di reciproca comprensione fra persone e armonia con l’ambiente, chiede di “declinare” la pace in concreti “modelli economici”.
Il sottoscritto in una mozione (in itinere di presentazione in Consiglio Regionale) chiede di promuovere, coinvolgendo le componenti socio economiche e associative legate ai valori della pace e del dialogo, un “laboratorio permanente”, da istituire con specifici atti amministrativi/legislativi, nel quale studiare, e sperimentare, “modelli applicativi” dove i valori di “dialogo e pace” siano propulsori, nei differenti ambiti (socialità, economia, turismo/cultura, innovazione, ambiente/energia), opportunità economiche sostenendo nuove imprese come modelli (start up) “ripetibili”.
Inoltre si propone di introdurre, nel quadro della “rimodulazione” dello Statuto della Regione Umbria (attualmente in itinere), il principio di “economica della pace” (che “conviene”, economicamente, più dei conflitti) come strumento di sviluppo per l’Umbria.

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