Botta e risposta tra il Movimento Civico Todi e la Lega Nord. A dare il via al rimpallo un’intervista rilasciata dal candidato sindaco Floriano Pizzichini, nella quale addebitava ai partiti del centrodestra di non aver voluto, nei mesi scorsi, sedersi insieme ad un tavolo finalizzato ad elaborare una proposta elettorale unitaria di tutte le forze di opposizione all’attuale maggioranza di centrosinistra.
La Lega, nel contestare quell’affermazione, spiega di aver sempre lavorato per la costruzione di una grande coalizione e di aver assunto anche un ruolo di mediazione per cercare di rivolvere gli ostacoli presenti all’interno dei partiti di centrodestra, ma che l’autocandidatura di Pizzichini ha bruciato le tappe e mandato in fumo ogni tentativo di dialogo politico.
Il Movimento Civico ha risposto con un comunicato accomodante, ricordando che alla prima convocazione di un tavolo di confronto si presentò in effetti soltanto la Lega e Casapound (e quindi non Forza Italia e Fratelli d’Italia) e che un secondo incontro non ha mai avuto luogo a causa dell’indisponibilità degli altri soggetti politici chiamati a convergere su un progetto comune.
“È comprensibile – scrive la Lega – che a pochi mesi dalle elezioni,si cerchi di screditare gli “avversari”, ma questo atteggiamento a noi non piace e non possiamo accettarlo. Non lo accettiamo perché noi della Lega ci siamo sempre resi disponibili a dialogare con il Movimento Civico. Non lo accettiamo perché il sogno di una grande coalizione era più il nostro (e forse lo è ancora) che quello di altri”.
“Il Movimento Civico risponde di aver “da subito, sostenuto la necessità di abbandonare tatticismi e strategie da vecchia politica per dare vita ad un confronto franco e trasparente su idee, programmi e rappresentanze da mettere in campo, con l’obiettivo di costruire una concreta e credibile alternativa all’attuale amministrazione. Visione che impone mesi di lavoro sul territorio, il confronto con centinaia di cittadini e soprattutto l’idea di anteporre gli interessi di Todi agli equilibri interni ai partiti e alle coalizioni”.








