Confronto all'americana tra il marscianese, accusato dell'omicidio di Sonia Marra, e l'amico che riferisce di aver ricevuto la confidenza: "ho fatto una cosa tremenda"
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Alle battute finali il processo per la scomparsa della studentessa pugliese Sonia Marra che vede imputato il marscianese Umberto Bindella per i reati di omicidio e occultamento d cadavere.
I fatti risalgono a 10 anni. Il processo è davanti alla Corte d’Assise di Perugia, dove in aula si è consumato mercoledì un confronto all’americana tra Bindella e l’amico poliziotto, Giorgio D’Ambrosio, il quale ha testimoniato di aver ricevuto delle confidenze, il giorno dopo la scomparsa di Sonia Marra, nelle quali Umberto sosteneva di aver fatto “una cosa tremenda”.
L’imputato ha negato di aver pronunciato la frase, sostenendo di aver probabilmente utilizzato delle frasi di circostanza dettate dallo stress della situazione.
Discordanti le versioni sul momento in cui questa conversazione sarebbe avvenuta, ovvero se prima o dopo la diffusione della notizia della scomparsa della giovane donna.
Il processo al marscianese Umberto Bindella si avvia verso la sentenza.

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