Premetto che con il presente articolo non intendo associarmi al coro delle polemiche nei confronti delle ISTITUZIONI, convinto come sono che il malaugurato connubio “terremoto–nevicate eccezionali” avrebbe messo in ginocchio qualsiasi organizzazione, anche tecnologicamente iper avanzata, in qualunque parte del mondo.
Voglio anzi sottolineare che i disservizi si sarebbero avuti ugualmente anche a seguito di una nevicata abbondante e non eccezionale: certo non per colpa degli operatori pubblici e dei volontari, veri eroi, né delle istituzioni locali e degli uomini che attualmente le rappresentano e che, specie gli amministratori delle province, non percepiscono nessun compenso per il tempo dedicato a servizio dei cittadini, per altro rischiando, per ogni atto amministrativo compiuto o emesso, denunce penali. Se gli sforzi di tali uomini e rappresentanti sono degni dunque di plauso, il vero problema va allora rintracciato nel difficile contesto in cui questi si trovano ad operare. Credo infatti che oggi ci troviamo di fronte ad una situazione di totale sfascio delle istituzioni locali, che è stato perpetrato dai governi centrali, i quali, sotto la spinta demagogica propinata ai cittadini da una parte della stampa disinformata, hanno disposto l’accorpamento dei piccoli Comuni e l’abolizione delle Province. Dapprima con l’approvazione della tristemente famosa legge 56 Delrio e poi attraverso le successive leggi attuative, che hanno completato l’opera di dissesto dei servizi locali: esempi lampanti sono i tagli ai comuni fino alla soglia dei 204 euro per abitante o i budget di spesa delle province ridotti da circa 9,5 miliardi del 2014 a solo 6 miliardi nel 2017,
Risultato: i Comuni non riescono più ad affrontare in modo efficiente neanche i più modesti eventi fuori dall’ordinario; 33 province non hanno rispettato il patto di stabilità’ nel 2014 e due (Biella e Vibo Valentia) sono addirittura fallite; gli investimenti per la sicurezza dei 130 mila chilometri di strade provinciali sono crollati da 7318 euro per chilometro a 2170 euro; in molte strade per garantire la sicurezza il limite di velocita è stato abbassato a 30 km ora; dai dati dell’ACI la mortalità sulle strade provinciali è aumentata; in alcune Province si è già arrivati al baratto fra Comuni e province per garantire il taglio dell’erba sulle strade; altre province hanno dichiarato di avere i fondi a disposizione per la manutenzione del 30% delle strade rispetto al totale da gestire e di non avere i fondi per fornire i pezzi di ricambio dei mezzi; infine, in particolare nel servizio di sgombero neve, nei piccoli comuni possono prodursi ritardi notevoli nello svolgimento del servizio a causa delle difficoltà del rifornimento del carburante; si deve infatti considerare che una legge dello Stato(dl 95/2012) impone di fare rifornimento di carburante alle pompe appartenenti alla Società petrolifera che si è aggiudicata l’appalto del carburante a livello nazionale e se quella società non ha un punto di distribuzione nel comune bisogna portare i mezzi a fare rifornimento anche a decine di chilometri di distanza alla pompa appartenente alla società petrolifera vincitrice, con inevitabili e maggiori costi di viaggi e di ore di lavoro del personale. Nessuna deroga è concessa tranne la possibilità di poter fare rifornimento di carburante presso altra società petrolifera esercente in loco a condizione che la stessa offra un prezzo ribassato ulteriormente rispetto al prezzo di appalto del 3 % e obbligo di comunicazione all’Anac. Ogni commento è superfluo.
Tali dati, insomma, dimostrano che qualsiasi nevicata fuori dall’ordinario avrebbe prodotto questi disservizi. Che si arrivasse a tale situazione l’ANPCI , convocata alla camera il 14 gennaio nel 2014 per esprimere il parere sull’allora disegno di legge Delrio, lo aveva chiaramente previsto.
Non era necessario essere profeti, né veggenti, bastava solo un po’ di sano giudizio, di onestà intellettuale e di conoscenza delle istituzioni locali per capire che si sarebbe arrivati al disastro nell’erogazione dei servizi
Qualche parlamentare di buonsenso, confermava la validità delle posizioni ANPCI, come Bersani che il 10 novembre 2014 aveva dichiarato: “ Si aboliscono le province o gli spartineve? Non è facile smontare questo tsunami di demagogia”.
La legge Delrio è stata approvata sull’onda delle disinformate pagine scritte da alcuni guru del giornalismo che nel 2014, dalle colonne di quotidiani a larga divulgazione, diffondevano a piene mani ”LA BUFALA” che con la soppressione delle province si sarebbe ottenuto un risparmio stimabile tra i 9 e i 14 miliardi di euro (il totale dei bilanci per la spesa corrente delle province era di euro 7,876 miliardi destinati alla gestione di 85.000 scuole superiori, 134 mila km di strade e 500 uffici del lavoro oltre alle spese per tutela ambientale e dissesto idrogeologico). E ancora oggi, questi stessi politici e giornalisti continuano ad attaccare le istituzioni locali, invece di chiedere scusa ai cittadini che stanno vivendo sulla loro pelle i disservizi creati dalle loro posizioni demagogiche.
Bisogna avere il coraggio di chiedere il ritiro di una legge scellerata che ha già’ portato al default la maggior parte delle Province e che porterà al default i Comuni.
Di fatto la legge 56 Delrio è stata soltanto una fonte di caos indicibile che, senza aver espresso alcun segno di minima utilità finanziaria e di maggiore efficienza, impone anche politicamente un esproprio del diritto di voto dei cittadini che non scelgono più i loro rappresentanti nelle province e nelle città metropolitane.
Mi chiedo: E’ questa democrazia ? Ne valeva davvero la pena? Devono essere giornalisti pressappochisti a dettare il tempo al parlamento o è giusto ascoltare i Sindaci , soldati dello Stato in prima linea?
Invito chi siede ai banchi di Camera e Senato a ritornare al vecchio, salutare buon senso e a lavorare dimenticando gli interessi propri della politica, per addivenire ad una riforma organica dell’intero il mondo delle autonomie, condivisa da tutti i rappresentanti degli enti locali. MA PROPRIO TUTTI!!!
Roma. li 23/01/2017
Vito Burgio Consulente ANPCI










