Come tanti altri pazienti ho motivo, qualche volta, di recarmi all’ospedale di Pantalla ed ogni volta mi convinco sempre più che la collocazione della statua della Beata Madre Speranza, in mezzo alla rotatoria, è altamente infelice, perché quando ci si immette nella rotatoria si è impegnati a controllare il traffico circostante ed anche perché non appena entrati nella rotatoria stessa lo sguardo è indirizzato verso destra per incanalarsi lungo la salita che immette all’ospedale e pertanto a mio giudizio non viene neppure notata. Infatti ho fatto un’ indagine e molte persone mi hanno risposto che la statua non l’hanno mai vista.
La locazione la giudico infelice anche perché una persona che va in ospedale ed ha una fede religiosa ed una venerazione per la Beata Madre Speranza ha certamente il piacere di rivolgere alla stessa un pensiero, una preghiera di aiuto per lei o per un suo familiare, in questo particolare momento della sua vita.
Per questi due motivi, a mio modesto parere, consiglierei di spostare la statua nel camminatoio antistante l’ ingresso dell’ ospedale al centro, in mezzo ai due olivi secolari. Punto in cui la statua si vede certamente bene ed inoltre essendo il piazzale altamente pedonabile, colui che va in ospedale ed ha il desiderio di rivolgere una preghiera alla Beata, può fermarsi per un momento di riflessione.
Colgo l’ occasione per rivolgere anche una seconda preghiera: come per gli altri ospedali della regione, perché non intitolare l’ospedale della Media Valle del Tevere alla Beata Madre Speranza?
Nella certezza che queste due richieste che ho provveduto ad inviare alla presidente della Regione, al direttore della Usl Umbria1 ed al sindaco di Todi, che non debbono essere intese come personali, ma come portavoce di tutta la comunità religiosa, vengano accolte porgo i miei più distinti saluti.
- Oreste Marchetti
- 4 Febbraio 2017











