La legalità e la trasparenza sono due pilastri importanti, che reggono la struttura della nostra società, già fortemente messa in discussione da continui attacchi da parte di chi si arroga il diritto di violarne le regole, pretendendo poi di non doverne rispondere a nessuno. Venerdì 17 febbraio alle ore 12, nella sala del consiglio, tra il comune di Marsciano e la prefettura di Perugia, rappresentata dal dr. Raffaele Cannizzaro e con la partecipazione del sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, deputato del gruppo PD Gianpiero Bocci, verrà firmato il “Protocollo d’intesa per la legalità e la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale”.
Sia il signor Prefetto che il Sottosegretario hanno molto a cuore l’adesione dei comuni al Protocollo e fino a novembre scorso, lo hanno già sottoscritto, di volta in volta, insieme ai sindaci di 28 comuni umbri. Il Protocollo ha come fine quello di una collaborazione tra il comune, ma, in altri casi, anche di istituzioni pubbliche e private, con l’obbiettivo principale di prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata in materia di appalti pubblici, dell’edilizia, dell’urbanistica ed in tutte le attività commerciali ed economiche.
Con quest’atto verranno attuate dall’amministrazione e dalla Prefettura maggiori azioni di vigilanza, controlli e monitoraggi, prevalentemente cercando di applicare nel miglior modo possibile quelle che sono le normative antimafia (http://www.iltamtam.it/2017/02/07/protocollo-della-legalita-al-comune-di-marsciano/).
Il M5S di Marsciano e la sua consigliera portavoce Anna Offredi non possono che essere in linea ed a favore di quelle che, in tutta evidenza, sono delle ottime intenzioni. Preme, però, sottolineare il fatto che un atto così importante, non deve e non può passare in sordina e la forza politica di opposizione del MoVimento non doveva venirne a conoscenza solo all’ultimo momento, pochi giorni prima della sua pubblica sottoscrizione e con un breve accenno fatto durante una seduta del consiglio comunale. E, quindi, senza essere stata informata del contenuto dell’atto, e, perché no?, senza che il Protocollo fosse stato pubblicato – insieme all’asettico ”avviso ai naviganti” – ponendolo in bella mostra nella pagina delle news del sito web comunale.
I cittadini avrebbero di sicuro gradito quest’atto di trasparenza e magari avrebbero, anche con un invito esplicito a loro rivolto dall’amministrazione, così come ai consiglieri comunali ed a tutte le altre organizzazioni anche economiche di Marsciano, di voler partecipare, numerosi, all’incontro programmato, venerdì prossimo, nella sala del consiglio comunale.
Il sindaco, e appare superfluo ricordarlo, è colui che dovrebbe occuparsi per primo della sicurezza dei cittadini e della trasparenza negli atti della Pubblica Amministrazione. Il minimo che si poteva fare era quello di informare, con buon anticipo, i consiglieri dell’opposizione (quelli di maggioranza, per concetto primitivo, sono sempre informati di tutto) per coinvolgerli nel percorso che avrebbe portato alla firma di questo importante documento.
Non sono pochi, infatti, i comuni italiani, ma anche umbri, dov’è stata posta maggior enfasi e pubblica visibilità al Protocollo che, prima della sua pubblica sottoscrizione da parte degli organi istituzionali, è stato approvato o con una delibera della giunta (Umbertide) o, in altri casi, dal consiglio comunale (Bastia Umbra); cittadine, queste, in cui la trasparenza sembra non difettare ed anzi appare esser stata, almeno in questo caso, maggiormente curata e presidiata.
Il comune di Marsciano ha deciso di far eccezione alla regola? La domanda è nel senso, che il Protocollo è stato sottratto alla partecipazione informata, alla conoscenza “tout court” dei consiglieri comunali (almeno di quelli dell’opposizione) e ciò è indice del fatto indubitabile che, ancora molta strada deve essere fatta perché trasparenza sia veramente di “gran moda” a Marsciano.
Non sarebbe stato un buon segno di collaborazione con l’opposizione e, soprattutto di maggior trasparenza, con i cittadini, se il testo del Protocollo fosse stato inviato ai consiglieri per conoscerlo ed esaminarlo? E magari, invitare ad un consiglio comunale aperto alle forze politiche, economiche, sociali ed ai cittadini per rendere tutti così partecipi di un atto che serve al bene ed alla tutela collettiva dell’intera comunità marscianese?
Davvero il Protocollo non può essere considerato materia di trasparenza? I consiglieri comunali non sono pubblici ufficiali che votano atti che hanno a che fare anche con la trasparenza?. E se sì perché non coinvolgerli in questa importante decisione che, invece, nel modo in cui è stata gestita, con una presa del tutto unilaterale – almeno così ci risulta dagli atti – del solo sindaco?
E’ così che si esercita bene il proprio mandato elettorale? Questo, ovviamente, vale per tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione. Se davvero avessimo a cuore la trasparenza e la legalità, dovremmo pretendere di essere sempre prima informati su tutto quello che coinvolge i cittadini.
Ed il M5S non perde nessuna occasione per farlo e si batte anche e soprattutto per questo: per dare maggior trasparenza agli atti e rispetto della legalità, in favore dei cittadini che, da troppo tempo, ne sentono la mancanza.
Questa assenza di pubblicità dei contenuti del Protocollo, è un’altra occasione persa per l’amministrazione, poiché era sicuramente meglio coinvolgere i consiglieri comunali, dimostrando così, nei fatti, che il rispetto della legalità e della trasparenza stessa, sempre invocata dal M5S, non può esser solo una chimera da propaganda elettorale ma semplice realtà che deve diventare quotidiana!
Purtroppo in tante, troppe occasioni, l’amministrazione comunale ha dimostrato di non tenere in buona considerazione le esigenze dell’opposizione, quelle stesse esigenze, espresse nelle leggi e scritte nei regolamenti comunali; soprattutto, di far in modo che la trasparenza sia fatta di atti concreti e non che debba esser considerata alla stregua di “optional” fastidioso.
Il Sindaco, dunque, firmerà il Protocollo per tutti i consiglieri, anche dell’opposizione. Ciò non toglie che aver condiviso prima il percorso dell’approvazione dell’atto, senza imporlo con un ennesima decisione unilaterale, anche e soprattutto con tutti i consiglieri, avrebbe significato dimostrare concretamente il rispetto della minoranza.
Perché il bene dei cittadini è argomento di confronto con tutte le forze politiche e non quello che può apparire, un atto d’imperio di una sola persona.
- Anna Offredi - Consigliere comunale portavoce M5S
- 11 Febbraio 2017










