La gestione del verde, con la manutenzione di parchi e giardini, è un terreno fertile per gli abusivi, il cui numero è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni mettendo a serio rischio la tenuta delle aziende regolari che operano nel settore. Il grido di allarme, con la richiesta di intervento deciso da parte della autorità competenti, Guardia di Finanza in primis, è stato lanciato dalla sezione sezione florovivaistica di Confagricoltura Umbria nel corso di un incontro organizzato lunedì 27 febbraio a Perugia, durante il quale è stato ricordato che sono oltre 200 le imprese che in Umbria, a vario titolo, operano per la tutela del verde e del paesaggio dando lavoro a circa mille addetti.
L’abusivismo e il lavoro nero sono una problematica molto sentita dagli operatori della categoria. “Da un’attenta ricognizione nel settore – ha dichiarato Mariagrazia Maccherani, presidente della sezione – si registra un calo medio del 25-30 per cento nel fatturato e gran parte di questo è stato inglobato dal lavoro nero e dall’abusivismo con gravi perdite per l’erario, perdite di posti di lavoro regolari e crescente rischio per la sicurezza delle persone nei luoghi di lavoro. Tutti i giorni le nostre imprese sono costrette a subire la ‘concorrenza illegale’ da parte di soggetti che si inventano giardinieri. Di fronte a questa realtà la categoria chiede che gli Enti preposti si attivino attuando azioni di controllo e verifica di quegli operatori che agiscono nell’ombra eludendo ogni normativa, per ripristinare la legalità”.
“Secondo il codice Ateco – ha spiegato la Maccherani – noi siamo responsabili della cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole), quindi dovremmo tutelarlo. Noi, aziende vere e proprie, ci atteniamo scrupolosamente a tutte le normative riguardanti la sicurezza, la tutela del lavoro e dei lavoratori, il rispetto per l’ambiente, la formazione e l’aggiornamento professionale. Ma chi tutela noi da una sempre più forte presenza di abusivismo in questo comparto? Come fa l’operatore abusivo, reinventatosi giardiniere ma senza preparazione, a prendersi cura del paesaggio e come facciamo noi ad arginare il fenomeno dilagante? Occorre – ha concluso Maccherani – che ci si attivi in tutte le maniere per tutelare e difendere un settore fortemente esposto a questo mercato privo di regole e al contempo intensificare una campagna di promozione e sensibilizzazione al fine di far comprendere che la qualità e la sicurezza hanno un prezzo minimo non più trattabile”.









