Candidato sindaco e candidati consiglieri si sono presentati alla città e hanno marcato le differenze rispetto al resto del sistema politico
manifesto

A Todi il Movimento 5 Stelle ha scoperto le carte. Lo ha fatto nella Sala della Giunta comunale sabato 8 aprile. Lo ha fatto con una presentazione del candidato sindaco, Diego Giorgioni, 39 anni, artigiano, e con i candidati alla carica di consigliere comunale. Lo ha fatto volendo marcare, anche scenograficamente, la differenza dagli altri: giornalisti e ospiti posti al tavolo solitamente riservato ai politici e ai relatori, con loro in platea, da “comuni cittadini”.

L’iniziativa è stata aperta da Valerio Chiaraluce, uno dei candidati al Consiglio comunale, il quale ha letto un documento (riprodotto più sotto) ed introdotto quindi Giorgioni, il quale si è presentato e ha presentato i 15 componenti la lista, alcuni dei quali assenti per motivi personali o di salute. Tre gli aspetti che, sugli altri, sono emersi con sufficiente nettezza.

Il primo. Il Movimento a 5 Stelle a Todi è al lavoro, pur non avendo un rappresentante in Consiglio comunale, da almeno 4 anni, durante il quale si è strutturato e si è dato un’organizzazione. Giorgioni ha addirittura rivelato che l’indicazione del suo nome all’interno del Meetup risale ad un anno e mezzo fa; da allora si è lavorato, evidentemente in gran segreto, alla squadra e al programma, che verrà presentato in una prossima conferenza stampa. Giorgioni ha anche detto di aver studiato molto in questi mesi per prepararsi e che, pur sapendo di avere ancora tanto da imparare, si sente pronto per poter assolvere l’incarico di primo cittadino, sostenuto da un gruppo ricco di competenze e da cittadini che vorranno candidarsi come amministratori inviando il proprio curriculum.

Il secondo. I Tuderti 5 Stelle sono consapevoli che non sarà facile “rompere il sistema” politico cittadino ma sono fiduciosi che i tempi siano cambiati e che la città voglia delegare di meno agli eletti ogni cinque anni e contare di più nelle scelte amministrative, un concetto questo ribadito a più riprese da Giorgioni, anche con il supporto di alcuni dei consiglieri presenti e sottolineato più volte dagli applausi.

Il terzo. Il Movimento non cercherà accordi con nessuno in caso di ballottaggio, sia nel caso che dovesse arrivarci, sia nel caso dovesse rimanere escluso dal secondo turno. Non verranno accettati accordi sottobanco o compromessi con nessuno, è stato ribadito a gran voce, sottolineando che gli unici “compromessi” saranno quelli a favore della intera collettività e non dei singoli.

Di seguito il documento letto da Valerio Chiaraluce, che è un po’ apparso come lo “spin doctor” del Movimento.

Non c’è bisogno di spiegarvi oggi, qui, cosa sia il movimento 5 stelle. Nell’arco di circa 7 anni siamo diventati la prima forza politica di questo paese, l’unico soggetto che in questo momento faccia realmente opposizione al sistema con cui la casta italiana gestisce il potere. Quello che invece devo fare è raccontare brevemente cos’è il meetup tuderte (cioè per dirla con i termini della vecchia politica, la sezione locale del movimento), che cos’è la lista che del meetup è espressione, e spiegarvi come le persone che la compongono condividono a pieno quelle idee che costituiscono le ossa e i muscoli del movimento. Le cinque stelle corrispondono ad acqua pubblica, ambiente, trasporti, sviluppo ed energia. Questi punti, declinati e sviluppati in scala locale, costituiscono il nostro programma che presenteremo nel dettaglio a breve, ma non oggi. Per fare un esempio, sotto la parola sviluppo, rientrano tre settori fondamentali per la sopravvivenza e la crescita dell’economia locale: l’agricoltura e la silvicoltura – che da sempre sono state vocazioni del nostro territorio, l’artigianato di qualità che per le capacità e la creatività dei nostri artisti ha le carte in regola per sopravvivere al deserto che si allarga attorno alla grande distribuzione, e in ultimo ma di fondamentale importanza, il turismo che costituisce la principale fonte di reddito della città e del territorio, secondo soltanto all’impiego nel settore pubblico, e che come tale va considerato. Ma il turismo è tutt’uno con le attività culturali ed in particolare con la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e con la tutela dell’ambiente e del paesaggio.

Oltre che promotore di queste idee fondamentali il nostro movimento è anche garanzia di serietà ed onestà. Veniamo in continuazione criticati e presi in giro per i nostri fuoriusciti, per le persone espulse dal nostro garante e dai nostri probiviri. Bene, chi ci sfotte non capisce o fa finta di non capire che è proprio questa la nostra forza. La garanzia di integrità. I nostri candidati, tra cui il sottoscritto, sono persone semplici: liberi professionisti, artigiani, insegnanti, agricoltori, professionisti della cultura. Non hanno interessi personali nella politica, anzi in diversi casi sicuramente hanno più da perdere che da guadagnare dal proprio impegno in politica. In molti casi si tratta di persone che non avrebbero nemmeno mai creduto di dedicarsi alla politica nella loro vita… ma che sono stati costretti. Perché dopo 5 anni di quello senza che cambiasse nulla e 5 anni di quell’altro con gli stessi risultati o si è clienti del sistema, o si è fessi, o si cade in depressione o ci si mette in gioco in prima persona per cambiare le cose.

Il logo con le 5 stelle garantisce come base di partenza che tutti noi non siamo dei pregiudicati, che non abbiamo procedimenti penali in corso, che non siamo riciclati di questo o quell’altro partito, che non siamo iscritti a nessuna loggia massonica, che non facciamo parte di nessuna organizzazione criminale. E vi sembra poco? Guardatevi attorno. Se a Todi si vota quest’anno e non assieme agli altri comuni è perché 25 anni fa l’amministrazione fu sciolta per infiltrazioni massoniche ed il comune commissariato. Diverse di quelle persone sono in politica ancora oggi. Guardatevi attorno. Ci sono persone che sono andate curvando così a sinistra da ritrovarsi improvvisamente a destra, e viceversa, ma sempre sul carro del vincitore.

Insomma saremo pure pieni di difetti ma siamo brave persone, e, aggiungo io, ma questo dovete crederlo soltanto sulla mia parola perché non certificato dal movimento, non siamo nemmeno degli stupidi. E a chi ci rinfaccia la scarsa preparazione in materia di politica e pubblica amministrazione, rispondo con una chiara minaccia. Abbiamo dei libri e non abbiamo paura di utilizzarli.

Recentemente diverse persone ci hanno fatto notare come sia nostra abitudine vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto piuttosto che mezzo pieno. Tale frase è stata per me uno spunto di riflessione. Di certo non intendiamo negare i meriti di chi ci ha preceduto, che ci sono e non sono pochi. Ma non per questo crediamo che il corpo civico si debba adagiare godendo in silenzio per quello che è stato versato dall’alto, senza che prima vi sia stata alcuna forma di consultazione popolare. Chi è progressista vede il bicchiere mezzo vuoto. Chi vuole aggiungere la sua goccia vede quello spazio vuoto come un’opportunità per migliorare. Mi sono però anche reso conto che in questa metafora si da troppa importanza all’acqua e poca al bicchiere. Se la prima corrisponde al lavoro sin qui fatto, il secondo corrisponde al progetto politico che si ha per la città. Il bicchiere è la Todi che sogniamo ad occhi aperti. Ecco, il nostro bicchiere, più o meno pieno che sia, certamente sarà molto più bello e colorato di quello, modello standard, che è stato imposto sinora.
Quando leggerete il nostro programma troverete dei punti che, per forza di cose, compaiono più o meno uguali anche nei programmi di altre liste. Ma non fatevi ingannare dalle apparenze. Quelle gocce d’acqua con noi prenderanno una forma diversa, perché sarà il bicchiere ad essere diverso.

Inoltre sarà nostra cura dare la massima priorità a tutte quelle belle cose che compaiono da decenni in tutti programmi politici e che nessuno ha mai messo in pratica. Infatti, a ben guardare, nella parte piena del bicchiere ogni 5 anni troviamo cose diverse… (diverse? Diversine!) ma nella parte vuota sono sempre le stesse cose che mancano. Sono quei provvedimenti che mirano al bene comune ma che nessuno vuole prendere perché di fatto risultano fastidiosi a qualcuno. Quei provvedimenti che vanno contro gli interessi dei soggetti politici che compongono l’amministrazione. Bene, noi non abbiamo di questi vincoli. Non siamo politici di professione e non macchiniamo anticipatamente per un secondo mandato. Non siamo interessati a creare una rete di clientele e per questo non abbiamo paura di fare scelte difficili o impopolari.

Per questo, a chi busserà alla nostra porta, risponderemo in maniera chiara SI oppure NO. Con noi spariranno le risposte a mezza bocca, e i finti SI che in realtà sono NO mascherati da SI. E ogni risposta verrà motivata. Non avremo bisogno di far perdere tempo ai cittadini o di illuderli con false promesse perché siamo scevri da doppi fini. Noi siamo forti perché siamo liberi.

Non sceglieremo gli assessori della giunta soltanto all’interno della nostra lista come troppo spesso è stato fatto. In un sistema sano i consiglieri sono eletti in base ai risultati elettorali ma gli assessori sono scelti per le loro competenze. Una delega non è un premio da regalare ad amichetti e sostenitori ma una responsabilità che si deve essere in grado di sostenere. Siamo aperti già oggi a prendere in esame i curricula di chi vorrà mettere le proprie capacità al servizio della comunità, della città e del territorio.

In campagna elettorale ascolteremo tutti, cercheremo di parlare con più persone possibile delle loro necessità e dei loro problemi, ma il nostro obiettivo primario non è la fama. Vogliamo essere bravi gestori della cosa pubblica non delle rock-star. Non cerchiamo di quantificare le persone che intendono votarci frazione per frazione, rione per rione, famiglia per famiglia, cooperativa per cooperativa, associazione per associazione. Il nostro bacino elettorale non è un organismo ramificato e gerarchizzato e non vogliamo che lo sia. Non promettiamo posti di lavoro. Non asfaltiamo strade. Non regaliamo poltrone. Chiediamo soltanto a chi è stanco di quello che c’è stato fino ad oggi di mettere una croce sul nostro simbolo, perché esso soltanto rappresenta un’opportunità di cambiamento. Lo chiediamo a chi si riconosce nelle idee del movimento, negli obiettivi che perseguiamo, nelle nostre battaglie, nel modo in cui selezioniamo i candidati.

Se la pensate come noi sappiate che siete liberi di votarci, anche se non ci conoscete direttamente, non rimarrete delusi. Se la pensate in maniera differente da noi non votateci perché, statene certi, non ci sarà differenza tra quello che dichiariamo oggi e quello che perseguiremo e faremo domani.

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