Sulla posta di redazione arriva una mail da Mauro Giorgi, ex consigliere comunale e promotore della petizione contro il depuratore in località Cascianella, nonchè di una lettera di impegno pre-elettorale sottoscritta da 5 candidati Sindaco su 6 che potrebbe aver fatto la differenza nelle urne. Oggetto: richiesta pubblicazione risposta all’intervento del Pd di Todi sul depuratore.
L’allegato però è vuoto, ci sono soltanto le virgolette all’inizio e alla fine, il resto è una pagina bianca. Pensando ad un errore, la redazione chiama Giorgi, il quale spiega: “No, no, la risposta è proprio quella, una pagina bianca”. Insomma, sarebbe a dire che le considerazioni del Partito democratico non meritano neppure risposta.
Giorgi, istrionico e provocatore, chiede la “pubblicazione integrale” della pagina bianca, senza ulteriore commenti, anche se al telefono, per spiegare il suo originale gesto, qualcosa si lascia sfuggire.
“Innanzitutto mi dispiace che molte persone si stiano rendendo conto solo adesso, a cantiere avviato, di quanto sostenuto da me e da altri negli anni passati. Fui scredidato come un raccoglitore seriale di firme, ma adesso i cittadini vedono sulla propria pelle chi diceva la verità e chi come sempre mentiva e nascondeva le cose”.
Tornando al Partito Democratico, al quale è diretta la sua lettera in bianco, Giorgi insiste: “Bisognerebbe chiedere al Pd di Todi chi sono: quelli che alla fine dell’anno scorso firmarono un documento molto duro nei confronti del Sindaco Rossini attaccandolo sulla gestione della questione depuratore, oppure quelli che scrivono oggi che il depuratore va bene lì alla Cascianella e che minacciano interventi della magistratura?”.
Sollecitato, Giorgi ribadisce i motivi della sua opposizione. “Il depuratore occuperà lo spazio di quasi due campi di calcio e sarà otto volte più grande di quello esistente! Come si fa a sostenere che il depuratore lì tanto già c’era da anni, mica è la stessa cosa! E poi – continua infervorandosi – quella zona è in frana, non ci si doveva costruire: come potrebbe reagire al peso della struttura e delle migliaia di quintali che ci stazioneranno sopra?“.
Mentre le ruspe e i camion proseguono i lavori per realizzare la strada a servizio del cantiere, Mauro Giorgi continua, come l’ultimo giapponese della seconda guerra mondiale, a combattere la sua guerra fino all’ultimo.
Prima di chiudere il telefono, ricorda: “Oh, però il mio comunicato con la pagina bianca pubblicatelo eh! Senza modifiche, eh! L’ho mandato anche agli altri giornali, mi raccomando”.











