Con 10 mesi di anticipo sulla data dell’evento – fissato dal 22 luglio al 5 agosto 2018 – il Gran Premio Mongolfieristico scopre le carte e chiede “strada”. Obiettivo: progettare al meglio la trentesima edizione della manifestazione, che al di là del traguardo celebrativo ha tutti i presupposti per rappresentare l’anno della svolta, dopo i lunghi anni di lancio nel territorio di Todi e la crescita conosciuta nell’ultimo triennio nella zona del Sagrantino.
Per il prossimo anno si sono create le condizioni per ospitare dalle 100 alle 150 mongolfiere, quindi il doppio o il triplo dell’ultima edizione, con equipaggi provenienti non solo dall’Europa ma anche dagli Stati Uniti, dall’Australia e dalla Nuova Zelanda. Per reggere “l’urto” servono risorse e un’organizzazione adeguata: a sottolinearlo il patron Ralph Shaw nel corso di una conferenza svoltasi il 5 ottobre nella sala del Consiglio comunale, alla presenza del vicesindaco Ruspolini, dell’assessore comunale Ranchicchio e di alcuni rappresentanti dei 14 Comuni che si intendono coinvolgere nell’evento.
La novità messa a punto da Shaw, infatti, è quella di dare vita ad un Gran Premio distribuito (ma anche sostenuto) da due diverse aree: le terre del Sagrantino e la media valle del Tevere, con gli equipaggi suddivisi in pratica in due gironi per sfidarsi la prima settimana per la conquista della Sagrantino Cup e della Cantico Cup. I rispettivi vincitori si contenderanno poi, nella fase finale, la Coppa Umbra, in una sorta di America’s Cup. Un parallelismo, quello con la vela, più volte richiamato per sottolineare l’ambiente facoltoso di cui fanno parte i concorrenti.
La proposta di Shaw è quella di costituire una “Unione di Comuni per le Mongolfiere” con 14 Comuni delle due zone. Per il Sagrantino: Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria, Montefalco, Bevagna, Trevi, Campello sul Clitunno e Bettona. Per la media valle del Tevere: Todi, Massa Martana, Collazzone, Marsciano, Torgiano, Deruta e Monte Castello. Il tutto avendo a riferimento anche i rispettivi GAL – quello dei Sibillini e quello del medio Tevere – e i Consorzi del Vino di Montefalco e quello dei Vini del Cantico.
Il budget è fissato in 182 mila euro all’anno, una somma importante ma non impossibile se rapportata al sostegno pubblico accordato ad altre manifestazione, aspetto questo sottolineato dal vicesindaco di Todi Adriano Ruspolini e ribadito anche dall’assessore Ranchicchio, i quali hanno entrambi evidenziato l’esigenza di fare squadra per rilanciare l’Umbria tutta dalle ferite turistiche prodotte dal terremoto e da flussi “mordi e fuggi”, ben diversi da quelli garantiti dalle mongolfiere, che si porterebbe dietro 2.000 presenze per 15 giorni solo con gli equipaggi.








