Favorevole alla sua costituzione, perplessità sulle modalità di istituzione e comunicazione
Senza nome

In questi giorni sta circolando nei social un volantino che riporta la data di oggi “ venerdi 20 ottobre” come giorno prestabilito per il primo incontro informativo della creazione della “Consulta delle Frazioni – Progetto di realizzazione del primo consiglio comunale frazionale”.

Benché non abbia nulla in contrario in merito alla realizzazione di una consulta che svolga la funzione di raccordo con i vari territori del nostro comune, tant’è vero che è stato uno dei punti programmatici del programma politico del centro sinistra presentato nell’ultima tornata elettorale da me sostenuto, credo che la modalità di approccio sia totalmente sbagliata.

Siamo di fronte ad uno dei tanti casi impasticciati in cui si inizia un percorso partecipativo senza aver prima delineato le modalità di composizione dell’organo consultivo, quante persone ne potranno far parte, le modalità decisionali al suo interno, l’influenza che questo organo avrà, se ne avrà, nel normale svolgimento delle funzioni degli uffici e secondo quali criteri, gli obiettivi, le funzioni, i fondi dedicati, ecc. .

Ritengo la consulta un soggetto propositivo e di collegamento e non uno strumento di campagna elettorale per una forza politica di maggioranza minoritaria che utilizza la richiesta di manutenzione del territorio come modalità di raccolta voti.

Ricordo che dal marzo 2015 è in essere nel sito istituzionale del Comune di Todi il “Servizio Segnalazioni”, istituito dall’amministrazione di centro sinistra, che permette ai cittadini di effettuare segnalazioni e richieste di intervento sul territorio in maniera semplice e diretta agli uffici, senza l’intermediazione di forze politiche di sorta.

Ancor più grave a mio avviso è che, scorrendo il volantino, si nota a fianco della dicitura “responsabile consulta” il nome e il numero di cellulare di un cittadino candidato nelle liste elettorali di casapound. Nulla di strano se sul volantino ci fosse unicamente il simbolo della forza politica di appartenenza.

Risulta grave invece perché nel volantino è presente lo stemma del Comune di Todi.

Sorge spontaneo chiedersi: quale relazione c’è fra il “responsabile della consulta” e il Comune di Todi come soggetto istituzionale?

Due sono le ipotesi:

  1. Il Sindaco ha convocato la giunta e quest’ultima si è espressa favorevolmente all’uso dello stemma per questa iniziativa dove risultano responsabili un consigliere comunale che non ha una delega ma un incarico di studio e un cittadino, anche se non si sa bene su quali basi visto e considerato che non esiste un atto formale di composizione ne un avvio di procedimento affinché questo avvenga (commissione statuto e regolamenti, ecc.) ;

  2. Il volantino non è stato redatto con l’autorizzazione dell’amministrazione all’uso dello stemma del Comune di Todi e perciò risulta un uso illecito (art. 2 comma 7 dello Statuto Comunale “ Sono vietati l’uso e la riproduzione dello stemma e del Gonfalone per fini diversi da quelli istituzionali, salvo espressa autorizzazione della Giunta Comunale, ove sussista un pubblico interesse.” ).

Spero che l’Amministrazione chiarisca alla città l’accaduto e si faccia promotrice di procedure corrette e politicamente trasparenti.

In questi giorni sta circolando nei social un volantino che riporta la data di oggi “ venerdi 20 ottobre” come giorno prestabilito per il primo incontro informativo della creazione della “Consulta delle Frazioni – Progetto di realizzazione del primo consiglio comunale frazionale”.

Benché non abbia nulla in contrario in merito alla realizzazione di una consulta che svolga la funzione di raccordo con i vari territori del nostro comune, tant’è vero che è stato uno dei punti programmatici del programma politico del centro sinistra presentato nell’ultima tornata elettorale da me sostenuto, credo che la modalità di approccio sia totalmente sbagliata.

Siamo di fronte ad uno dei tanti casi impasticciati in cui si inizia un percorso partecipativo senza aver prima delineato le modalità di composizione dell’organo consultivo, quante persone ne potranno far parte, le modalità decisionali al suo interno, l’influenza che questo organo avrà, se ne avrà, nel normale svolgimento delle funzioni degli uffici e secondo quali criteri, gli obiettivi, le funzioni, i fondi dedicati, ecc. .

Ritengo la consulta un soggetto propositivo e di collegamento e non uno strumento di campagna elettorale per una forza politica di maggioranza minoritaria che utilizza la richiesta di manutenzione del territorio come modalità di raccolta voti.

Ricordo che dal marzo 2015 è in essere nel sito istituzionale del Comune di Todi il “Servizio Segnalazioni”, istituito dall’amministrazione di centro sinistra, che permette ai cittadini di effettuare segnalazioni e richieste di intervento sul territorio in maniera semplice e diretta agli uffici, senza l’intermediazione di forze politiche di sorta.

Ancor più grave a mio avviso è che, scorrendo il volantino, si nota a fianco della dicitura “responsabile consulta” il nome e il numero di cellulare di un cittadino candidato nelle liste elettorali di casapound. Nulla di strano se sul volantino ci fosse unicamente il simbolo della forza politica di appartenenza.

Risulta grave invece perché nel volantino è presente lo stemma del Comune di Todi.

Sorge spontaneo chiedersi: quale relazione c’è fra il “responsabile della consulta” e il Comune di Todi come soggetto istituzionale?

Due sono le ipotesi:

  1. Il Sindaco ha convocato la giunta e quest’ultima si è espressa favorevolmente all’uso dello stemma per questa iniziativa dove risultano responsabili un consigliere comunale che non ha una delega ma un incarico di studio e un cittadino, anche se non si sa bene su quali basi visto e considerato che non esiste un atto formale di composizione ne un avvio di procedimento affinché questo avvenga (commissione statuto e regolamenti, ecc.) ;

  2. Il volantino non è stato redatto con l’autorizzazione dell’amministrazione all’uso dello stemma del Comune di Todi e perciò risulta un uso illecito (art. 2 comma 7 dello Statuto Comunale “ Sono vietati l’uso e la riproduzione dello stemma e del Gonfalone per fini diversi da quelli istituzionali, salvo espressa autorizzazione della Giunta Comunale, ove sussista un pubblico interesse.” ).

Spero che l’Amministrazione chiarisca alla città l’accaduto e si faccia promotrice di procedure corrette e politicamente trasparenti.

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