Alessio Batini ed Elias Ligi del Guardia Martana Rugby portano alla vittoria gli azzurri in Pakistan
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Prendete un atlante geografico e cercate Islamabad, capitale del Pakistan. C’è lì, in questi giorni, un po’ di Umbria. E’ una zona del mondo che evoca il fascino delle grandi montagne, mitiche battaglie, misteri e avventure. Ma è anche una terra che stenta a trovare una pace stabile, un benessere diffuso, tormentata com’è da catastrofi naturali, da guerre. Lo sport può essere un antidoto efficace per allentare tensioni, riportare serenità, regalare momenti di gioia e divertimento? Sicuramente sì.

In Pakistan lo sport nazionale è il cricket, ma può aiutare anche il rugby. La nazionale italiana di rugby a 13 (Lega Italiana Rugby Football League) è volata ad Islamabad per partecipare al “The Tariq Khan Niazi Trophy. Sabato mattina la rappresentativa italiana ha giocato contro il Pakistan Rugby League e si è aggiudicata il match per 32 a 20. Della nazionale italiana fanno stabilmente parte ormai due rugbisti della formazione di Massa Martana, il Guardia Martana Rugby: il capitano, Alessio Batini e Elias Ligi. Alessio Batini, in particolare, è stato già eletto due volte “man of the match” in altrettanti incontri internazionali.

Alessio Batini e Elias Ligi – spiega Filippo Calzolari, presidente del Guardia Martana Rugby ASD – come rugbisti sono nati e cresciuti nel Guardia Martana. Sono stati selezionati già sei volte per la nazionale. Questi risultati ci ripagano delle fatiche e dei sacrifici fatti. Da otto anni selezioniamo e prepariamo giocatori di tutte le fasce d’età della Media Valle del Tevere. Partecipiamo ai campionati italiani della Federazione italiana rugby (FIR) di Serie C e Under 18 ed altre selezioni regionali. Adesso il nostro prossimo obiettivo è di costituire una terza squadra, quella femminile e continuare nel settore del minirugby.

Il rugby è da molti esperti considerato uno degli sport maggiormente formativi per i ragazzi, non conosce degenerazioni, in campo non si fanno sconti agli avversari, ma appena finita la partita si fraternizza. Tutti ormai conoscono il valore e il significato del terzo tempo, ma c’è un particolare che la dice lunga su come i rugbisti intendono la pratica sportiva e il rapporto che vige tra coloro che sono avversari soltanto per la durata dell’incontro: nel momento conviviale che di solito segue il match è il capitano della squadra di casa a servire i giocatori ospiti (così vorrebbe la tradizione internazionale). “Ma – dice Calzolari – andiamo avanti tra mille difficoltà. Ad oggi, considero il nostro miglior risultato aver tenuta in piedi la nostra attività, nonostante la scarsezza di fondi e di sostegni, nonostante questo sia uno sport di dura fatica, nonostante i giovani siano sempre più distratti e attratti da altro. Per le nostre attività abbiamo affittato la pista di atletica di Ponte Naia (Todi) e utilizziamo una struttura presso il Parco Ponte di Marsciano. E tuttavia, poiché la nostra è una politica inclusiva noi non lasciamo indietro nessuno, teniamo con noi e facciamo giocare anche chi dovesse essere in difficoltà con il pagamento delle quote.

Di che cosa avremmo più bisogno? Di una struttura dedicata, innanzitutto. Sogniamo – spiega Calzolari – un inpianto sportivo adeguato capace di servire tutta la zona nel cui ambito si svolge la nostra attività, una club house, che sia un luogo di incontro e di ritrovo socioculturale. Insomma, abbiamo bisogno di strutture anche per potenziale la nostra attività; e, poi, di un maggior rapporto con le scuole, di una maggiore sensibilizzazione delle famiglie verso sport – come il nostro – che hanno un enorme funzione formativa. E’ per questo che cercheremo di sfruttare al meglio e al massimo le giornate a gennaio 2018 dedicate allo “sport diffuso” che si svolgeranno a Massa Martana.

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