Intervento del dirigente della società sportiva tuderte, autore di una lettera aperta al sindaco e all’assessore allo sport del Comune di Todi
oliviero-bocchini

L’incarico di consigliere delegato a Bilancio e Finanza e quello di coordinatore della campagna adesioni del Todi Calcio e la posizione in classifica di oggi della squadra, dopo la terza sconfitta consecutiva di ieri, occupa la penultima posizione in classifica nel campionato regionale di Promozione, mi costringono, mio malgrado, alla presente lettera aperta. Le motivazioni sopra ricordate unite alle caratteristiche caratteriali di chi scrive (sempre tanta caparbietà, impegno ed entusiasmo in qualsiasi sua iniziativa) non avendo  avuto la possibilità, nonostante due settimane di insistenti richieste, di farlo personalmente,  mi sento costretto di esternare pubblicamente  le problematiche del Todi Calcio e le richieste nell’interesse esclusivo del Todi Calcio e quindi della città di Todi.  Pertanto sarebbe fuori luogo qualsiasi strumentalizzazione di natura politica  e tanto meno personale, l’urgenza come si vede è solo dovuta ad esigenze della società  Todi Calcio.
Ci si deve rendere conto che nelle prossime 2-3 settimane si gioca il futuro del calcio a Todi.  Non a caso il volantino, titolato “CAMPAGNA ADESIONI A PARTECIPAZIONE DIFFUSA”  ha per sottotitolo il mio grido di allarme: “Qui ci sono ancora troppi ciechi e sordi. La società non ha più un “patron”, da ora in avanti è tutto nelle mani della sua città e dei suoi cittadini”.
Sembrerà strano ma detto volantino non verrà usato per farne un volantinaggio, ma verrà consegnato personalmente  ed esclusivamente  dallo scrivente nelle mani dei tifosi, come fatto ieri  all’ingresso dello stadio prima della partita e da qualche giorno iniziato a consegnare, sempre personalmente, ad imprenditori, a titolari di esercizi  commerciali, a  banche, bar e negozi e così per le prossime 2-3 settimane.
Al termine ci sarà il rendiconto e se i risultati non saranno quelli auspicati, il tutto  significherà il fallimento del progetto “Campagna adesioni a partecipazione diffusa”, le mie dimissioni essendo l’ideatore insieme a Dammicco del progetto e per quanto mi riguarda proporrò al consiglio della società Todi Calcio di consegnare i libri sociali nelle mani della città.

Le richieste al sindaco e all’assessore allo sport: un giudizio ed auspicata condivisione sul  progetto di adesione a partecipazione diffusa della società; la necessità che il Comune si faccia promotore per superare l’attuale “assurda” situazione che vede a Todi due scuole calcio (Giovanili Todi e Marte Todi); la sottoscrizione, come richiesto a tifosi, a cittadini vari come genitori e nonni di ragazzi che frequentano la scuola calcio, della tessera “benefattori” da  250 euro; concordare una data per la Festa Biancorossa da tenersi prima di Natale.

Per concludere mi sento in dovere di ricordare quanto segue: che il sindaco è da sempre considerato il primo cittadino e che rappresenta tutti i cittadini; che l’Assessore allo Sport ha la delega del sindaco per tutelare lo sport della città e dei suoi cittadini; che molti sono gli esempi, anche degli ultimi tempi, di come sindaci ed assessori di altre città dell’Umbria si sono impegnati  alla ricerca di soluzioni per risolvere la crisi in cui si trovava la società di calcio della propria città.
Due esempi per tutti del 2016 e 2017: Bastia e Foligno. Le crisi si sono risolte in modo positivo ed i risultati ottenuti si sono visti;  Propri da ieri  Bastia e Foligno si trovano prime in classifica nei rispettivi campionati di appartenenza, Eccellenza e Promozione.
L’augurio finale che faccio e ne sono molto fiducioso, di non vedere considerati in un prossimo futuro nell’elenco dei “ciechi e sordi” anche il sindaco e l’assessore allo sport di Todi.

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