Le acciaierie di Terni saranno messe in vendita. La notizia è stata data dal Ceo del gruppo tedesco Heinrich Hiesinger tramite l’agenzia di stampa Reuters. L’esclusione della Ast di Terni dalla fusione Thyssen-Tata sarebbe stata motivata proprio da questa scelta, ovvero dall’esclusione della produzione dell’acciaio inox dal core businnes della multinazionale. La notizia, che da tempo circolava in città, ha trovato quindi autorevole conferma.
A fine ottobre, come ricorda anche la Reuters, la società aveva comunicato ai sindacati che Ast non sarebbe stata trasferita alla joint venture europea con Tata Steel per la produzione di acciaio. Hiesinger, che ha parlato di Terni a margine della presentazione dei risultati dell‘anno, non ha comunque specificato se sia stato avviato un processo di vendita ufficiale.
Immediata la reazione degli ambienti istituzionali locali, a partire dalla Regione Umbria. “Non possiamo che sollecitare la convocazione urgente di un incontro al Ministero dello sviluppo economico, che già avevamo chiesto allo stesso ministro Carlo Calenda nello scorso mese di settembre, quando erano emerse notizie, sempre tramite agenzie di stampa, relative all’ipotesi di accordo tra la multinazionale tedesca e Tata Steel, al fine di ottenere chiare e precise informazioni da parte della dirigenza di TK”. E’ quanto affermano la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e il vice presidente, Fabio Paparelli, che chiedono al Governo di convocare con la massima urgenza, in sede ministeriale, la dirigenza di TK “affinché dia chiare ed ufficiali comunicazioni circa l’ipotesi di cessione di AST”. “Non è infatti più tollerabile – afferma la presidente Marini – che la TK continui ad affidare a note di agenzia comunicazioni che riguardano i futuri assetti proprietari di un sito industriale di grande rilevanza strategica non solo per Terni e l’Umbria, ma per il Paese. E’ ormai dal 2012 che Thyssen utilizza tale irriverente ed inusuale modalità di gestione delle relazioni sindacali ed istituzionali”.









