Maxi truffa scoperta in Umbria, dove circa duemila cittadini hanno pagato per tre anni le bollette di gas e luce ad una società che non ha mai pagato le tasse né i suoi fornitori. Sarebbero spariti in questo modo 20 milioni di euro.
Il meccanismo è stato scoperto dalla Guardia di finanza di Perugia e dall’Agenzia delle dogane, coordinate dalla procura della Repubblica perugina, che ha contestato a vario titolo ad undici persone, oltre al reato associativo, omessa dichiarazione, omessi versamenti imposte, occultamento della documentazione, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, truffa aggravata nei confronti dei fornitori e dello Stato, bancarotta fraudolenta documentale, distrazione e per operazioni dolose, riciclaggio e autoriciclaggio. Agli indagati la polizia tributaria ha sequestrato beni mobili e immobili (conti correnti, appartamenti, auto, quote societarie) per circa 30 milioni.
Ad ideare il complesso meccanismo un avvocato perugino, accusato di aver fatto rientrare in Italia parte dei soldi sottratti attraverso due società a lui riconducibile. Il “capo” sarebbe però un imprenditore umbro, che si è trasferito di recente negli Emirati Arabi.
- Redazione
- 1 Marzo 2018











