Il caso marscianese preso in esame nell’ambito della discussione della proposta di legge sulla "‘Disciplina in materia di emissioni gassose in atmosfera derivanti da attività a forte impatto odorigeno’
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La seduta di martedì 6 marzo della Seconda Commissione, presieduta da Eros Brega, si è aperta con l’audizione di alcuni rappresentanti del Comitato antinquinamento di Olmeto e dell’area circostante, invitati a Palazzo Cesaroni nell’ambito della discussione della proposta di legge del consigliere Attilio Solinas (Misto-Mdp) sulla ‘Disciplina in materia di emissioni gassose in atmosfera derivanti da attività a forte impatto odorigeno’. Giulietto Vinti e Giovanni Tosetti (Comitato) hanno evidenziato come la zona sia da tempo gravata dalla presenza di grandi allevamenti, con depuratori poi chiusi, ma che avrebbero creato una situazione ambientale insostenibile, anche a livello olfattivo. Per Vinti, “è mancato il buon senso da parte di allevatori e istituzioni. Oggi è importante intervenire con urgenza”.

La proposta della legge in questione mira ad individuare gli strumenti e le regole di autorizzazione, prevenzione e controllo in materia di emissioni odorigene definendo il campo di valori entro i quali le attività umane possono considerarsi, in via precauzionale, compatibili con la salute ed il benessere pubblico e la tutela dell’ambiente nel suo complesso. La legge detta regole per la definizione di strumenti utili al controllo delle emissioni odorigene, provocate da siti produttive di varia tipologia. L’obiettivo – come lo stesso proponente Solinas ha tenuto a rimarcare – è dunque quello di fornire uno strumento normativo per la tutela del cittadino da un problema che anche la Comunità Europea riconosce come una forma di inquinamento ambientale reale, che crea sofferenza psico-fisica sulla popolazione, compromettendo la qualità della vita in più ambiti

“Questa iniziativa – ha spiegato Solinas – è stata dettata da esigenze emerse da diversi ambiti territoriali dove esistono situazioni oggettive di emissioni odorigene. Esiste dunque l’esigenza per l’Umbria di dotarsi di una legge al riguardo e per questo mi sono basato su una già esistente normativa europea e nazionale, alla quale già alcune Regioni hanno fatto riferimento, che prevede, tra l’altro, parametri oggettivi per la misurazione delle emissioni odorigene. I cittadini hanno il diritto di poter vivere in ambienti sani”.

Nel corso degli interventi, CLAUDIO RICCI ha garantito “sostegno convinto a questa proposta di legge. Le emissioni odorigene rappresentano una forma di inquinamento non ancora presente nell’atto di progettazione degli impianti. Sono fenomeni sui quali è invece necessario intervenire in maniera preventiva. Necessaria una più adeguata progettazione ambientale in prossimità degli impianti. Bisogna prevedere l’utilizzo delle migliori tecnologie nella progettazione di nuovi impianti”. Per ANDREA LIBERATI (M5S): “I disagi dei residenti di Olmeto durano da almeno 35 anni. A monte di questi problemi c’è una pianificazione urbanistico-territoriale sballata da parte di Regione e Comuni. La questione relativa alle emissioni va allargata oltre a quelle odorigene, completando il quadro dell’inquinamento. La questione è tanto più evidente per realtà produttive in fallimento/concordato o in forte crisi economica. Va creato un fondo per i costi delle eventuali delocalizzazioni degli impianti”. SILVANO ROMETTI (SeR), ha sottolineato che “anche in Umbria, dove negli anni si è comunque prestata grande attenzione alle problematiche ambientali, sono mancate norme meno permissive creando, nel tempo, criticità ambientali. Sulle emissioni odorigene non ci sono dunque normative di riferimento. Oggi esistono comunque tecnologie per mitigare questo tipo di emissioni”. GIANFRANCO CHIACCHIERONI (Pd), infine, ha rimarcato che “ci sono situazioni (cattivi odori) che realmente compromettono la qualità della vita e quindi anche la riduzione del valore immobiliare. È giusto prevedere aiuti per eventuali delocalizzazioni degli impianti. Bisogna approfondire come le altre Regioni hanno affrontato questa problematica. È importante prevedere audizioni con tutti i soggetti interessati, a partire dall’Arpa e, chiaramente, dalla Giunta regionale”.

Il presidente Brega, al termine dei lavori, concordando con quanto emerso dai vari interventi e per “armonizzare al meglio questa proposta di legge”, ha programmato, per la prossima riunione, l’audizione dei responsabili di Arpa Umbria e dell’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini.

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