Inaugurata il 18 marzo, nel Duomo di Todi, dal Vescovo Benedetto Tuzia, in programma fino all’8 aprile, la mostra “Il volto sulla città”, diretta da Alberto Di Giglio, prevede una serie di iniziative e momenti dedicati al Sacro Oggetto archeologico, che, come disse il poeta, drammaturgo e diplomatico francese Paul Claudel, “è tutta la passione svelata in un sol colpo ai nostri occhi”: la parola Sindone deve la sua origine al greco σινδών -όνος, voce di origine semita che indica un tessuto di lino, termine con cui oggi tutti riconoscono la Sacra Sindone di Torino.
Attestazioni storiche della Sindone risalgono al 1350, data in cui era di proprietà del cavaliere Goffredo di Charny e conservata in una chiesa a Lirey, vicino Troyes; i fatti riguardo il periodo precedente a questa data rimangono tutt’ora sconosciuti. Successivamente, nel 1453, la Sindone venne ceduta ai Savoia, che nel 1578 spostarono il centro del loro potere politico dallo Stato da Chambery a Torino, dove si trova ancora oggi.
Le datazioni al carbonio-14 fanno risalire l’origine del lenzuolo sacro ad un periodo compreso tra il 1260 e il 1390, risultato contestato da molti studiosi del settore, i cosiddetti sindonologi, secondo i quali gli esiti scientifici sarebbero stati alterati da numerosi fattori esterni. La Sacra Sindone, dunque, rimane un mistero di fede, soprattutto nel periodo della Settimana Santa, in cui i cristiani rivivono a pieno ciò che successe ben oltre 2000 anni fa: i quattro Vangeli della Chiesa Cattolica narrano che Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, appartenenti al Sinedrio e discepoli nascosti di Gesù, lo deposero nella tomba, che fu ritrovata vuota nel giorno della resurrezione, dopo aver osato dissentire dai loro colleghi, responsabili della crocifissione.
Giovanni Paolo II definì la Sindone, mostrata nelle ultime Ostensioni del 1998, 2000, 2010 e 2015, “provocazione all’intelligenza”, riaffermando il ruolo della scienza, “Specchio del Vangelo”, poiché la Sindone racchiude in sé il racconto dei testi sacri e “Immagine del silenzio”, in quanto simboleggia il Sabato Santo.
“Nei giorni della Settimana Santa, i cristiani vivono un viaggio nel mistero pasquale di Cristo crocifisso e risorto, cuore della nostra fede. Cari amici, vi invito a ‘leggere’ nel Suo Volto, la vicenda che è capitata a Dio: è la storia del suo Amore. ‘Ecco Colui che porta, sopporta e porta via ogni nostra angoscia’ ( K. Barth). Permettiamo che Egli guarisca la nostra abitudine a voltare le spalle. Lasciamoci condurre alla contemplazione di questo Volto e troveremo scritta a caratteri di sofferenza e di sangue, una Sapienza nuova: il dono di sé per amore”: questo il messaggio del Vescovo della diocesi Orvieto- Todi Benedetto Tuzia.
Oltre ad offrire una riproduzione della Sindone fedele all’originale, “Il volto sulla città” è stato in queste ultime giornate luogo di conferenze e dibattiti a tema con storici, teologi, medici legali, scienziati da Bruno Barberis a Giuseppe Ghiberti, che ha riferito della sepoltura di Gesù, da Gianfranco Berbenni a Emanuela Marinelli, da Rafael Pascual a Barrie Schwortz fino ad arrivare al Medico legale Pierluigi Baima Bollone, che ha tenuto una conferenza dal titolo “Anatomia di un crocifisso”. Ad intervenire anche il professore Claudio Peri con un incontro dal titolo “La passione di Cristo in Jacopone da Todi” e Zingonia Zingone con “Il volto di Cristo nella poesia”. Inoltre, nell’ambito della mostra, è stata allestita tutte le sere, fino alle tre del mattino, la proiezione ad alta tecnologia sulla facciata del Duomo del Volto dell’Uomo Sindonico, e nel Duomo una Mostra Fotografica di 22 pannelli curata dalla Commissione Diocesana di Torino, oltre a due manufatti speciali, realizzati grazie al progetto Othonia: un calco dell’uomo della Sindone opera dello scultore Luigi E. Mattei e un Crocifisso sindonico di Fratel Giuseppe della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, che riproduce letteralmente i segni documentati sul Lenzuolo. A collaborare all’iniziativa anche Amici del Cineforum di Todi con la proiezione di film inerenti il mistero pasquale, quali “La passione di Cristo” di Mel Gibson e “Christus” di Giulio Antamoro.
Dichiara il Sindaco di Todi Antonino Ruggiano: “L’avventura che la nostra Città si appresta a vivere è una delle sfide più intriganti che si possano affrontare. Dedicare l’avvio della primavera e quindi della stagione turistica della nostra città alla Sacra Sindone sembra quasi uno scandalo, in una Regione che troppo spesso si è dimenticata della propria storia e di come sia stata plasmata dalla figura di Cristo. Come dimenticare che, solo qualche tempo fa, nella Regione che ha dato il Patrono d’Italia ed il Patrono di Europa, si è deciso di escludere dallo Statuto ogni riferimento al Cristianesimo? Eppure, a prescindere dalle singole convinzioni personali, di certo non si può negare che il nostro animo, la nostra essenza, il nostro intimo sia permeato dalla esperienza di Cristo e del cattolicesimo. Abbiamo, quindi, accolto con grande entusiasmo la proposta di Alberto Di Giglio e degli Amici del Cineforum di dedicare tre settimane allo studio ed alla diffusione della storia e del Mistero della Sacra Sindone. Sarà l’occasione per dare una immagine della nostra Città, legata alla tradizione Cattolica ed al Mistero della Storia di Cristo, nel segno di una offerta culturale e turistica che sappia abbracciare anche la nostra essenza spirituale.”








