L’Amministrazione comunale di Todi ha negato il patrocinio alle celebrazioni per la festa della Liberazione promosse dall’Associazine nazionale partigiani d’Italia. La denuncia viene dalla stessa Anpi, che parla di un fatto “imprevedibile e sconcertante”.
“In data 27 marzo – si legge in un comunicato – la sezione, come sempre, ha regolarmente protocollato un documento con richiesta di logo, patrocinio e degli spazi, in cui si riportava una bozza del programma, dal quale poi sono state solamente tolte delle cose. Subito dopo è stato contattato l’Assessore Ranchicchio per informarlo dello stesso protocollo e chiedere se si riteneva opportuno discutere insieme, anche di persona, il programma dell’intera giornata.Il 5 aprile la presidente di sezione, Camilla Todini, ha dunque incontrato il sindaco Antonino Ruggiano e l’assessore Claudio Ranchicchio in Comune. Durante l’incontro sono state descritte tutte le iniziative già riportate nel documento protocollato e nulla ha lasciato intendere che la condivisione della celebrazione fosse in qualche modo o per qualche motivo a rischio e, non essendosi mai verificato tale fatto, niente poteva farlo supporre. Anzi, il Sindaco aveva chiesto alla sua segretaria di occuparsi, come sempre fatto dalle Amministrazioni, dell’invito alle autorità per la cerimonia della mattina, del quale ci aveva chiesto di inviare una bozza. Cosa che è stata fatta sempre il 17 aprile. Il documento, nel frattempo, dal protocollo è passato agli uffici e tutto ha continuato a muoversi come sempre. Martedì 17 sono stati affissi 20 manifesti e 15 locandine in città e nelle frazioni. L’Assessore sapeva che i manifesti stavano andando in stampa perché era stato contattato a proposito della banda/orchestra che il Sindaco, sempre alla stessa riunione, gli aveva proposto di coinvolgere per la commemorazione, e che avremmo voluto inserire con gli altri loghi”.
Questa la ricostruzione dell’Anpi fino fino alle 19:51 di ieri, giovedì 19 aprile, quando l’associazione ha ricevuto una nota con la quale veniva informata che “la Amministrazione Comunale ha inteso predisporre un programma delle celebrazioni, che sia quanto più istituzionale possibile, evitando, quindi, di aderire a programmi e celebrazioni che abbiano una impostazione di parte”. Con questa motivazione la Giunta Comunale di Todi ha quindi negato l’utilizzo del logo e il patrocinio, per la celebrazione della Festa di Liberazione, all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.
“Troviamo questo fatto a dir poco grave, un attacco alla storia e alla memoria di questo Paese, un oltraggio alla Costituzione” – commenta l’Anpi. “Alla Giunta rispondiamo che si, certo, siamo di parte, siamo partigiani, siamo e saremo sempre dalla parte dell’antifascismo ma si può celebrare il 25 aprile stando da un’altra parte?”, scrive la presidente Camilla Todini. “L’Anpi. dice NO ai fascismi ogni giorno e ancor più il 25 aprile, perciò anche in questa occasione sarà possibile firmare l’appello “Mai più fascismi”. Forse è questo che non è in linea con l’Amministrazione Comunale? Vorremmo ricordare che le Istituzioni devono essere pienamente antifasciste come chiesto dalla Costituzione italiana, una celebrazione istituzionale non può che essere pertanto antifascista anch’essa”.










