Dura presa di posizione della Curia contro una imprecisata forma di culto che si svolgerebbe presso il castello di Petroro
castello petroro

Da qualche tempo il castello di Petroro, nel Comune di Todi, antico borgo fortificato di proprietà dell’ente “La Consolazione-Etab”, è stato locato all’Associazione Accademia nazionale delle arti per le proprie attività.
Da tale associazione il borgo è stato battezzato “Abbazia Ortodossa di San Martino” e vi si svolge, tra l’altro, una imprecisata forma di culto. Un fatto questo che non poteva passare inosservato alla Diocesi di Orvieto-Todi, che dopo aver sopportato per qualche mese ha ora deciso di esprimersi a riguardo.

“Definendosi “ecumenico” – si legge in una nota della Curia –  tale culto viene ora detto Ortodosso, ora Cattolico, ma, a quanto risulta, questa sedicente chiesa, non aderisce al Consiglio Ecumenico delle Chiese, non è stata mai riconosciuta da alcun Patriarca Ortodosso e tanto meno fa parte della Chiesa Cattolica, anche se la liturgia che viene imitata, sia nei testi che nei paramenti sacerdotali, è proprio quella Cattolica Romana. Non è facile risalire all’origine di tale realtà – prosegue la nota – dove sembrano far capolino vescovi autoproclamatisi, preti scomunicati o privi di qualsiasi valida Ordinazione”.

La Curia di Orvieto-Todi rende noto, quindi, che “l’Abbazia Ortodossa di San Martino in Petroro di Todi è disconosciuta sia dalle Chiese Ortodosse che dalla Chiesa Cattolica. I fedeli cattolici che, coscienti di ciò, partecipano attivamente alle celebrazioni che lì si tengono, o ancor più ricevono i sacramenti da tali sacerdoti, commettono un atto grave e si pongono fuori dalla Comunione con la Chiesa Cattolica”.

condividi su: