In relazione ai fatti di Genova e a quanto riferito ieri, in una nota, dall’Anas sulla situazione in Umbria, la Provincia di Terni rende noto che sono in corso da tempo, con Anas stessa, lavori sui principali ponti stradali della rete viaria di competenza. La maggior parte degli interventi riguarda le riparazioni post sisma, dopo gli effetti provocati dal terremoto. In nessun caso si sono riscontrate emergenze particolari ma le opere stanno riguardando la risistemazione di parti danneggiate, il miglioramento delle barriere di sicurezza e la ripavimentazione dei tratti carrabili.
Su tutti i ponti interessati dai cantieri non ci sono interdizioni al traffico veicolare, civile e commerciale. Le strutture interessate sono dieci in tutto: Ad Amelia sulla SR 205 e sulle SP 8 e 31 (su quest’ultima due ponti); ad Acquasparta sulla SP 113 e sulla SR 418; a Terni sulla SP 62; a Fabro sulla SP 106, ad Allerona sulla SP 51 e ad Attigliano sulla SP 11. L’attenzione è posta anche sugli altri ponti e cavalcavia della rete stradale provinciale dove la situazione è sotto controllo concentrandosi soprattutto sui trasporti eccezionali.
“Gli interventi sono attivi da tempo a seguito di una tempestiva e rapida ricognizione svolta dalla Provincia all’indomani degli eventi sismici ed hanno preso in considerazione i più importanti ponti del territorio per assicurare, insieme a Regione ed Anas, uno standard di sicurezza elevato a vantaggio degli automobilisti e delle attività commerciali ed economiche in genere”, spiegano il presidente della Provincia, Giampiero Lattanzi e il dirigente tecnico, Donatella Venti, che poi aggiungono: “I tagli imposti alle Province, come noto, mettono questi enti in gravissime difficoltà finanziarie, rendendo molto difficoltoso assicurare quelle funzioni fondamentali assegnate dalle leggi in materia di strade e sicurezza stradale”.
A tale proposito il presidente Lattanzi accoglie con pieno favore il messaggio dell’Unione delle Province italiane che ieri in un comunicato ha ricordato che i tagli indiscriminati del 2015 hanno impedito alle Province di proseguire i programmi di manutenzione dei 130 mila chilometri di strade e degli oltre 30mila tra ponti, viadotti e gallerie.








