Per le zone terremotate basta con l’improvvisazione e con le proposte fantasiose. Per il cratere del sisma serve una legge speciale che sburocratizzi le procedure, nomini unici responsabili delle procedure i sindaci, sospenda i piani regolatori attualmente vigenti liberalizzando per quanto possibile la ricostruzione, interrompa  l’appartenenza delle zone terremotate ai Parchi e di conseguenza tutte le restrizioni ad essa collegate, finanziamenti certi e tempestivi.

Riproporre i soliti pannicelli caldi serve solo a prendere tempo e a svicolare rispetto ad una acclarata incapacità. Per altro ora c’è  il governo legastellato dal quale si attende ancora un segno credibile e non certo soluzioni clientelari e comunque inefficaci.

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