Gentile Signor Guarducci,
personalmente non La conosco e mi scuso per l’irritualità.
Conosco di Lei quanto ho appreso dalla stampa. Sicuramente Lei appare propositore di idee innovative, forse troppo! (Per esempio le proposte da assessore del Comune di Assisi).
Quanto sto per dirle nasce esclusivamente dalla necessità di confronto.
In questi giorni si trova a gestire Todi Festival. Ho letto il programma di questa edizione e trovo le proposte uno sforzo generoso di tornare alle origini del Festival. Lei saprà , certamente , che il Festival nacque da un’idea di Enzo Siciliano il quale intuì che a Todi , per non riprodurre doppioni inutili sulla scena culturale dell’Umbria , fosse necessario lavorare su idee nuove di teatro, su testi contemporanei, con compagnie e attori giovani , con contaminazioni di linguaggi e collocazione delle manifestazioni in contesti interni ed esterni alla città.
Strabiliante fu l’allestimento de “L’ histoire du soldat” sulle scale di S. Fortunato e successivamente a Torreluca.
Poi il festival subì un destino diverso. Divenne l’occasione in cui la piccola borghesia in pelliccia ambiva solamente ai ricevimenti sul prato della Consolazione con pecorino e vino. In seguito il tentativo di risollevare le sorti del festival falli’ miseramente difronte alla ferrea censura clericale, sostenuta dall ‘ idiozia piccolo borghese.
Il programma di questa edizione mi sembra che torni verso le origini. Per questo auguro al Festival e a Lei grande successo.
Una sola stonatura, per tornare al pecorino, aver permesso di aprire bettole all’interno delle attività del festival. A Todi sono aperti tutto l’anno ottimi ristoranti con cui il Festival poteva tranquillamente collaborare. Inoltre, non le ha detto nulla la macabra danza dei cartelloni pubblicitari all’ingresso della città nei giorni scorsi ? Non vorrei che piuttosto che parlare di “Anelante” ( mi preme qui ricordare che il duo Flavia Mastrella e Antonio Rezza ha vinto il Leone d’oro alla Biennale del Teatro 2018 ) si discutesse troppo di braciole di porco.
Temo, Signor Guarducci, che Le stiano col fiato sul collo , e non solo la Lega.
Ma un suggerimento più importante vorrei sommessamente proporle. Come ben saprà nella nostra città è stato compiuto un gesto gravissimo da parte della Giunta Comunale. Stanno attaccando il libero pensiero che si fa comprensibile a tutti nella parola e nella scrittura decidendo di censurare libri che presumono avversi alla loro ideologia. Atto inqualificabile di un potere vuoto ed arrogante dando, così, un immagine misera di Todi e dei suoi cittadini.
Ho letto che al Todi Festival parteciperanno Arianna Papini e Susanna Mattiangeli, vincitrici del premio Andersen 2018, le quali hanno pubblicamente preso posizione sulla vicenda della biblioteca.
Ho letto che Todi Festival ha dato l’appoggio alla manifestazione nazionale per la cultura che si terrà a Roma il 6 ottobre prossimo in difesa dell’articolo 9 della Costituzione.
Per quanto sopra detto mi piacerebbe che in ogni luogo del Festival , dal Teatro Comunale alla Piazza , si levasse un grido lieve e deciso: LIBERTÀ!
Con la speranza di poterci incontrare personalmente, Le auguro buona fortuna.










